5 ottobre: la cassazione liquida un risarcimento milionario a bimba down

Ott 07, 12 5 ottobre: la cassazione liquida un risarcimento milionario a bimba down

5 ottobre 2012 data storica per una sentenza della Cassazione che farà parlare di se sicuramente. Per la prima volta viene riconosciuto un diritto anche al bambino che nasce disabile e non solo alla famiglia e questo diritto viene liquidato con un risarcimento milionario.

E’ stata attribuita colpa per negligenza a un medico ginecologo che non ha effettuato l’amniocentesi nonostante la gestante in esame avesse chiesto espressamente accertamenti per escludere malformazioni al feto in quanto non era sicura di potersi occupare di un neonato handicappato.Foto esami bimba down

La donna era alla terza gravidanza con due bimbi piccoli e molto chiaramente spiegò al medico di non potersi occupare di un figlio se questo non fosse stato sano per mancanza anche di mezzi economici che le consentissero in serenità di occuparsi di una persona con esigenze particolari. Il medico in relazione alla giovane età della donna non prescrive amniocentesi e villocentesi ma solo esami meno specifici che escludono malformazioni.

Foto bimba downNel caso specifico è nata Marta affetta dalla sindrome di Down. I genitori delusi e amareggiati si costituiscono parte in causa come famiglia e decidono di citare il medico per quello che è successo e sia in primo grado che in appello il medico viene assolto. I genitori in giudizio hanno chiesto ed ottenuto ai supremi giudici della corte di Cassazione che tutta la famiglia di Marta inclusi i genitori e le due sorelline possano ottenere il risarcimento dei danni per la nascita malformata non diagnosticata in quanto peggiorativa di una qualità di vita. Marta in modo particolare ottiene un risarcimento di un milione di euro per la vita sicuramente disagiata a cui deve far fronte. E’ la prima volta che un disabile ottiene un risarcimento.

Foto esami gestante bimba downQui non si parla solo di poter crescere o meno un bambino disabile o di essere o meno a favore di un aborto ma di non aver dato ai genitori la possibilità di scegliere. Scelta che portava a poter garantire a se stessi e alla bambina disabile una vita diversa … o per meglio dire una “non vita”, senza entrare in questo contesto, in merito di morali o critiche. Era stata chiaramente chiesta una cosa e non è stata rispettata.

Roberta Tonini


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