Adozioni internazionali: gli oneri del post adozione

Mag 05, 13 Adozioni internazionali: gli oneri del post adozione

Paola Crestani è una donna, moglie e madre coraggiosa. Ex insegnante di matematica, sposata da anni e mamma trentenne, con la voglia di accogliere in famiglia un terzo bambino, per fargli sentire il calore e l’affetto incondizionato di due genitori e due fratelli. Insieme al marito, Paola fa subito richiesta di adozione  internazionale, mettendo tra le opzioni anche quella di accogliere bambini con handicap.

Nel frattempo, Paola si avvicina sempre più al mondo del volontariato, dedicando il suo tempo libero a una associazione chiamata Ciai.

foto-paola-crestaniDopo quattro anni di attesa, e dopo una adeguata formazione preparatoria, finalmente arriva una femminuccia di due anni, Shanti, con una lieve paralisi che ha colpito i suoi arti. Con i genitori e i fratelli, Shanti supera brillantemente le piccole e grandi difficoltà di una bambina nella sua condizione, ma soprattutto per riprendersi dal trauma dell’abbandono.

All’epoca dei fatti, le Onlus non erano preparate ad assistere le famiglie durante le fasi dopo l’adozione, e proprio questa lacuna ha spinto Paola a lasciare il suo posto di lavoro ben pagato e dedicarsi al volontariato a tempo pieno, coraggiosamente. Voleva contribuire, voleva incoraggiare le famiglie che adottavano ad avere pazienza e a superare, con tenacia e determinazione, le difficoltà che man mano si potevano incontrare lungo il cammino.

Nel corso degli anni, è diventata presidente del Ciai, ma non percepisce stipendio, anche se, a volte, è pesante vivere in cinque persone con un solo stipendio, ma il sostegno della sua famiglia e le campagne promosse per il sostegno nel post-adozione la ripagano di tutti i sacrifici fatti fino ad ora.

foto-maniPurtroppo, capita molto spesso che le famiglie adottive debbano farsi carico di tutti i costi, come le visite presso lo psicologo infantile, con un misero, se non nullo, rimborso da parte dello Stato. Non si può semplicemente eliminare il problema, non frequentando lo specialista.

Un sostegno psicologico è essenziale sia per il bambino, che per la famiglia.

Paola si batte ogni giorno perché ci siano convenzioni regionali per alleggerire gli oneri, oppure che lo stesso Comune intervenisse, creando una rete apposita tra enti e il settore specifico per far sì che le famiglie italiane non debbano rinunciare ad adottare, per paura di non poter mantenere la propria famiglia.


Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CAPTCHA * Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.