Aiuto: il mio bambino non mangia

Mar 23, 13 Aiuto: il mio bambino non mangia

Mi è difficile contare esattamente quante volte ho sentito questa frase, sia come educatrice, sia come tata e perfino quando ero animatrice. Nulla batte l’ansia di una madre preoccupata per la salute del proprio figlio, anche se -va detto- in alcuni casi la preoccupazione è un tantino troppa.

Per quanto riguarda il cibo ad esempio, care mamme (eh si, mi rivolgo soprattutto alle mamme perchè in questo caso in genere, i papà sanno avere più autocontrollo) potete tranquillizzarvi: se vostro figlio non vuole mangiare, non ne vuole proprio sapere nonostante aeroplani, bastimenti e tutti i mezzi di trasporto immaginabili da fare invidia ad un giocatore di Risiko, non disperate … non c’è da spaventarsi!

Bisogna naturalmente fare un distinguo fra casi estremamente difficili in cui l’inappetenza si protrae da tempo e magari vi è una situazione di disagio (la perdita di un parente, un cambio di casa, una situazione familiare difficile,o a volte persino l’inizio della scuola materna) e casi dove invece si tratta solo di preoccupazione eccessiva.

Nel primo caso, il pediatra sicuramente vi dirà come comportarvi ma prima di arrivare a tali allarmismi bisogna considerare che non sempre si tratta di inappetenza.

foto bimbo non mangiaTutto nasce dal fatto che per molte madri nutrire il proprio figlio è quasi un “rito” che parte dall’allattamento e continua anche dopo lo svezzamento (in quanto il cibo è comprato, cucinato e “servito” dalle madri) e il rifiuto di mangiare viene interpretato come un rifiuto della persona.

Molte mamme pensano che se il proprio figlio rifiuta il cibo, rifiuta anche loro: è un sentimento spontaneo e talmente incontrollabile che molte non riescono ad evitarlo; ecco perchè i papà in questo hanno più autocontrollo e, quando affermano “se non mangia, non avrà fame” stanno affermando il vero, anche se vanno incontro al disappunto delle mamme.

Se facciamo qualche passo indietro e ripensiamo ai nostri genitori, sicuramente possiamo notare che l’atteggiamento usato da loro era proprio “l’indifferenza”: essa portava con sè un messaggio importante, il nostro bambino può stabilire quanto e quale cibo gli è necessario.

Di sicuro gli atteggiamenti da evitare sono: forzarli, pregarli, punirli o premiarli.

Ognuna di queste vie infatti rafforza l’inappetenza, trasforma il momento del pasto in un incubo, da evitare e da temere, oppure rende il cibo una punizione o premio e non più un bisogno naturale e necessario.

Vediamo ora qualche piccolo consiglio per risolvere il problema:

  • foto bimbo non mangiainnanzitutto tranquillizziamoci: di sicuro non c’è pericolo che muoia di fame! Di sicuro infatti, se i nostri piccoli saltano il pranzo, potranno compensare con una merenda e non bisogna preoccuparsi se non mangiano questo o quel piatto: nessun alimento infatti è insostituibile;
  • cercare di capire i ritmi del nostro bambino: ognuno di noi sa che ha degli orari in cui ha più appetito di altri, ad esempio c’è chi preferisce fare una colazione leggera, poi mangiare tanto a pranzo e cenare poco la sera, e c’è chi invece preferisce pranzare poco e mangiare di più a cena. Così come rispettiamo i ritmi degli adulti, allo stesso modo dobbiamo fare con i bambini, naturalmente è bene evitare merende megagalattiche o spuntini troppo frequenti fatti di snack, e brioscine varie che saziano lo stomaco ma non nutrono a sufficienza;
  • assecondare i suoi gusti: come detto non vanno “serviti” a puntino solo snack e cibo spazzatura ma se sappiamo che determinati cibi (spesso si tratta di verdure) non sono amati o addirittura sono “odiati”, evitiamo di obbligarli a mangiare o ciò andrà ad aumentare l’inappetenza;7
  • provare ad apparire disinteressati: come già detto prima, rifiutare il cibo non vuol dire rifiutare la persona che lo ha preparato. Inoltre trasformare il momento del pasto in una punizione o premio dà al bambino una sorta di “potere”, lui associa il mangiare alla “felicità” il genitore, invece di considerarlo come momento di nutrimento. Fingendo disinteresse invece, si trasmette al bambino un messaggio importante: se mangi è bene per te, se non mangi non hai fame. Il bambino impara così a regolarsi e ad ascoltare lo stomaco quand’esso gli chiederà di nutrirlo;
  • foto bimbo non mangiaapparecchiare la tavola per bene: il momento del pasto deve essere il momento del pasto, senza tentativi di distrazione, ed è assolutamente sbagliato tentare di “sfamarli” mentre sono distratti a guardare i cartoni animati. In questo modo non riescono a collegare il campanello d’allarme dello stomaco che chiede cibo con il momento del pasto che lo soddisfa;
  • regolare le porzioni: tanto meno mangia, tanto più grande gli si prepara il piatto. Bisogna sempre fare le dovute proporzioni: calcolate che quel piatto di pasta o quella fetta di carne deve riempire il suo stomaco, non il vostro!

 Ciò detto, cari genitori, non mi resta che augurarvi…………

Buon Appetito!

Di Tata Rossella


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