Allattamento: come curare i capezzoli

Dic 28, 15 Allattamento: come curare i capezzoli

Tra i primi compiti e le prime difficoltà legate al ruolo di madre, c’è l’allattamento al seno, un momento unico ed esclusivo di mamma e bambino ma che spesso vede la neomamma soffrire per il dolore ai capezzoli; andiamo quindi a vedere nel tema allattamento: come curare i capezzoli.
E’ doveroso quindi fare un po’ di chiarezza nell’argomento allattamento, quanto non solo a come curare i capezzoli, ma anche e soprattutto, quanto a come il seno della futura mamma si modifica, a partire dalla gravidanza.
foto-allattamento-mammaIl seno della donna si modifica infatti, a partire da inizio gravidanza e questo cambiamento, prosegue ancora con la nascita del bambino.
In particolare i capezzoli infatti, sin dai primi mesi della dolce attesa, si inturgidiscono e cambiano anche il loro aspetto, diventando più larghi e più scuri, ed attorno si iniziano a mostrare i cosiddetti “tubercoli del Montgomery”, dei rilievi responsabili della produzione di una sostanza lubrificante e disinfettante, preziosa durante l’allattamento materno.
Non esistono purtroppo dei veri e propri metodi per preparare i capezzoli all’allattamento, ma esistono piccoli accorgimenti che è possibile attuare, per prendersi cura di questa parte del seno.
Primo accorgimento tra tutti, forse per alcune scontato ma che è bene sottolineare, consta nel mantenere pulita la zona, detergendola per bene ma attenzione, senza prodotti chimici che potrebbero peraltro avere odori troppo forti tanto da essere fastidiosi anche per il bebè, ma “semplicemente” con acqua.
Inoltre, per mantenere i capezzoli e l’areola mammaria ben idratati, a fine allattamento sarà utile che la mamma bagni entrambi con il proprio latte, o qualora la zona si presenti troppo secca, con un goccio di olio di oliva, massaggiando per bene onde, farlo penetrare al meglio, per un’azione efficace.
foto-allattamentoSarà utile infine prediligere quanto all’abbigliamento che andrà a contatto col seno, tessuti freschi e traspiranti come il lino ed il cotone biologici. L’ideale sarebbe comunque quello di tenere la zona scoperta quando possibile, e quando no, onde evitare il diretto contatto con l’epidermide, sarà utile inserire delle conchiglie raccogli latte, onde raccogliere come dal loro nome, il latte in eccesso, mantenendo la zona umida.
Infine, onde evitare dolori o ancora peggio l‘insorgenza delle tanto temute ragadi al seno, è fondamentale attaccare il bambino al seno in modo corretto.


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