Autismo: il videogioco che simula la sindrome di Asperger

Mar 10, 13 Autismo: il videogioco che simula la sindrome di Asperger

La mamma o il papà, di un bambino speciale, benchè mossi da infinito amore e da tanta buona volontà, non sempre riescono a far fronte al “problema” complesso ed estremamente delicato che è l’autismo: essere il genitore di un bambino speciale non è semplice ed è difficile talvolta comprendere i propri bambini ma ancor di più, è estremamente difficile, riuscire a guardare il mondo e ad affrontare la vita e le situazioni che questa presenta, con gli occhi del proprio bambino speciale!

Questo quanto meno, quanto ha confessato Sophie Walker, mamma di Grace, una bambina affetta dalla sindrome di Asperger, che proprio con l’intento di cercare di capire meglio la propria figlia e provare a stabilire con lei una sorta di punto d’incontro, ha utilizzato un particolare videogioco, che si chiama Auti-Sim ed è un gioco di simulazione – sulla scia del famoso The Sims – della Hacking Health canadese, quale sistema di sperimentazione di nuovi metodi in aiuto ai genitori dei bambini autistici.

foto videogioco autismoEbbene, Sophie Walker, proprio su questa sua particolarissima esperienza, alla quale ha dedicato un libro intitolato ‘Grace Under Pressure: going the distance as an Asperger’s Mum’, sulle pagine dell’Independent, ha rivelatoEro sia affascinata che un po’ preoccupata dalla prospettiva di scoprire come siano davvero le esperienze quotidiane di mia figlia. Ma sono interessata a qualsiasi cosa possa aiutarmi a capirla meglio per poterla aiutare meglio. e quanto a Auti Sim ha raccontatoProcedo per quello che sembra un parco-giochi” e vivendo la situazione con gli occhi e le sensazioni di un bambino speciale da riferito “Man mano che mi avvicino agli altri bambini le loro grida si fanno sempre più forti, hanno le facce bianche e il rosso acceso delle loro magliette mi dà fastidio agli occhi. Le grida si fanno sempre più insopportabili” e emozionata ha confessato “sembrano usciti da una specie di film horror. A un certo punto qualcuno comincia a dire le lettere dell’alfabeto. Voglio uscire di lì, mi è venuto il mal di testa.” e con il cuore in mano ha detto “Non mi è piaciuto quello che ho visto e non voglio che per mia figlia sia la stessa cosa ogni giorno”.

foto videogioco autismoE per fare come si suol dire la “prova del nove” nella speranza – molto probabilmente – di sentirsi dire che Auti-Sim era solo una gran fesseria, Sophie Walker, ha raccontato quindi, di aver chiamato la propria bambina per mostrarle il nuovo videogioco “L’ho fatta sedere davanti al computer e le ho spiegato che avevo trovato un videogioco che mostrava com’era avere l’autismo. Volevo sapere cosa ne pensasse e così ho fatto partire la simulazione” ed ha ammesso “Mano a mano che le grida dei bambini virtuali aumentavano, Grace ha premuto il tasto ‘mute’ con tanta veemenza che la tastiera ha sobbalzato davanti a me.” e ha concluso “Ho chiuso il gioco e le ho chiesto se fosse stato utile. ‘Sì – ha risposto Grace – Perché ti ha fatto vedere come mi sento quanto tutto diventa un problema. Quando tutti parlano tutti insieme e mi confondono. Pensano che sia divertente gridare al parco-giochi, ma a me non piace”.

Un gioco Auti-Sim, che a ben dire non si sà neanche perchè si chiami gioco, che ha saputo svelare e far trovare un punto di incontro tra due mondi vicini nel cuore ma lontani con la mente.

.

Di Mamma Melacotta

 


Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CAPTCHA * Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.