Confessioni di una mamma vampiro

Giu 14, 13 Confessioni di una mamma vampiro

Al quotidiano britannicoThe Sun”, Julia, una giovane mamma americana, ha confessato di bere sangue umano da oltre 30 anni. Ha iniziato da giovane … sostiene che il suo impulso ha iniziato a pulsare dall’adolescenza, quando, in occasione del suo primo bacio, ha morso il fidanzatino di allora …

La donna, poi, ha iniziato a bere il sangue dopo aver sposato nel 2000 l’attuale ex marito, Donald. Anche il matrimonio fu celebrato in stile vampiresco: al ricevimento, poi, fu servito addirittura sangue umano!

Gli sposi si sono dedicati anima  e corpo a questa cultura, bevendo il sangue altrui di altri adepti e frequentando club specifici, finché non è nato Alexi, oggi 11 anni. Il marito decise di smettere, come da accordi con la moglie.

foto-mamma-vampiro.Alexi non a nulla delle pratiche vampiresche della madre.

Julia ha anche un’altra figlia, Ariel, di 24 anni, fermamente contraria a questa pratica, tanto che la ha implorata più volte di fermarsi per il bene del fratello con questa sua pratica. Anche Julia, d’altro canto, a dirla tutta, ha confessato di avere paura che il figlio possa imitarla o possa in qualche modo venire traumatizzato, anche perché in casa ci sono oggetti poco convenzionali, come bare e coltelli affilati.

Per Julia però, bere sangue è come ricaricare le batterie. Gli adepti, in pratica, prima di farlo firmano un accordo tra le parti, una sorta di contratto, dove si attesta di non avere malattie e infezioni, di essere in buona salute e di avere il sangue compatibile. Anche se, di solito, la quantità di sangue “bevuto” è poca, si può incorrere a dei grossi grossissimi rischi, come se il medico, invece di somministrare sangue del gruppo B, somministrasse sangue del gruppo A ad un individuo, portandolo a morte sicura!

foto-mamma-vampiroAnche in Italia molti praticano il vampirismo, ma non sono permessi, a oggi, club privati per questo tipo di “hobby”. Gli adepti devono farlo nelle mura di casa. I punti comune con Julia sono che i tagli praticati devono esser superficiali e piccoli, in modo a non lasciare cicatrici, di verificare che il sangue sia compatibile col proprio e di osservare la massima igiene. A riguardo, gli italiani, invece di disinfettare i coltelli, usano un bisturi monouso, a sua volta disinfettato passandoci sopra una fiamma (e usando i guanti).

La figlia Ariel è preoccupatissima che la madre contragga una malattia grave attraverso questo vizio, anche se Julia, assicura, vuole conoscere il donatore e vedere i sui test prima di procedere.

Le ragioni di questo comportamento possono essere molteplici: dalla ossessione per questo mondo, alimentata da film e telefilm, come ad esempio True Blood e Twilight in primis, oppure, per ragioni fisiologiche, come sostiene l’ematologo Steven Gruenstein del Mount Sinai Hospital di New York, per il quale, l’origine di tale comportamento è da cercarsi in una grave carenza di ferro.

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di Elisabetta Coni


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