Conservazione delle cellule staminali cordonali: l’importanza di una scelta consapevole

Dic 22, 12 Conservazione delle cellule staminali cordonali: l’importanza di una scelta consapevole

Sempre più frequentemente si sente parlare all’interno di programmi tv, radio o sui giornali di donazione del cordone ombelicale. Ma sono ancora poche le informazioni precise, chiare e complete che circolano in merito all’argomento.

Per esempio, una volta che i genitori in attesa di un bimbo hanno optato per la preservazione delle preziose cellule staminali presenti all’interno della vena cordonale del piccolo, qual è il passo successivo?

Attualmente nel nostro Paese, una famiglia può decidere di intraprendere due differenti strade: la prima è quella di donare il campione di sangue cordonale al Sistema Sanitario Pubblico, la seconda, invece, è quella di preservarlo in biobanche private con sede all’estero.

foto cellule staminaliCon la donazione, i genitori perdono la proprietà delle staminali che verranno utilizzate, in caso di compatibilità, per trattare le malattie di soggetti estranei. Solo nel caso in cui vi sia il rischio di malattie “geneticamente determinate” nel piccolo in arrivo, la famiglia, su disposizione del Ministero della Salute1, potrà conservarle per il trattamento della patologia del bimbo.

Con la conservazione privata, invece, le cellule vengono preservate esclusivamente per il bambino da cui provengono e per i suoi parenti più stretti in strutture esterne ai confini nazionali. Questo non significa, però, che gli standard qualitativi di queste biobanche siano inferiori come dimostra la certificazione GMP (Good Manufactoring Practice) – la migliore in ambito internazionale per i prodotti destinati a uso clinico – di cui molte sono dotate.

In Italia, invece, esistono ben 19 banche pubbliche – il 10% delle banche mondiali – che purtroppo non riescono ad accogliere un numero molto elevato di campioni. Questo perché, a causa di svariate problematiche del sistema di raccolta pubblico, il servizio non sempre ha esito positivo: su 22166 campioni di sangue prelevato nel 2011 si è riusciti a conservarne solo 31422.

Ecco che allora il dibattito non deve concentrasi, come spesso accade, su donazione o conservazione – due strade egualmente valide da percorrere – ma sullo spreco indiscriminato delle cellule staminali cordonali che per mancanza di una corretta informazione ancora finiscono tra i rifiuti: ben il 95% dei cordoni ombelicali, nel nostro Paese sono gettati via.

Per ulteriori informazioni: www.sorgente.com

Note:

  1. Decreto Ministeriale 18 novembre 2009 “Disposizioni in materia di conservazione di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale per uso autologo-dedicato”.
  2. Report 2011 riportato dal CNS.


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