Cosa significa essere una mamma single?

Mar 18, 13 Cosa significa essere una mamma single?

La quotidianità che una mamma single può trovarsi a gestire è qualcosa di avventuroso e delicatissimo. Orari da incastrare, priorità da soddisfare, impegni da rispettare. In questo affaccendarsi, nel tentativo di portare a termine in modo dignitoso una giornata qualsiasi, la solitudine può farsi spazio con prepotenza. Si parla molto di “rete” e ammortizzatori sociali ma quanto sono presenti tali strumenti, nella pratica, all’interno dell’esperienza di vita di una mamma single?

Le persone sono sempre più sole e concentrate sulle loro storie. In un periodo critico come quello che stiamo affrontando, tendiamo a trattenere le nostre migliori energie per cercare di far fronte alle tante difficoltà che ci pone il presente. In un contesto relazionale reso difficile dall’instabilità e dalla precarietà delle esperienze sociali ed economiche, connettere la propria storia con le storie degli altri può risultare complicato e il legame che viene a mancare può produrre uno “strappo” che ha il sapore dell’indifferenza. Chi soffre si ritrova ancora di più “ai margini” e il rischio di escludere e sentirsi escluso genera vissuti fatti di fragilità e incomunicabilità. Storie troppo dolorose da ascoltare o narrare rischiano, con i loro protagonisti, di diventare “invisibili”.

foto mamma singleCome può farsi ascoltare una madre sola? Come può rendersi visibile?

Una mamma-single ha bisogno – io credo – come prima cosa, di sapersi ascoltare e di saper rivedere la propria storia, accettando la propria situazione e cogliendone la ricchezza emotiva ed affettiva. Volersi bene e aver cura del proprio passato e del presente può essere il primo passo per apprezzare la vita e quello che ci offre.

Leggere l’unicità della nostra esperienza ci aiuta a stabilire un contatto con la realtà e a trovare, nell’ambiente che ci circonda, un aggancio che sappia aprirci nuove possibilità.

È importante appartenere al proprio ambiente per creare qualcosa che duri nel tempo: appartenere e collaborare, appartenere e appropriarsi, appartenere e ricevere, appartenere e dare. Nel nostro rapporto con gli altri (e con ciò che condividiamo con gli altri) ci diamo l’occasione di scrivere nuove storie e di conoscere realtà “altre” rispetto a quelle che “abitiamo” o che abbiamo “abitato”. La capacità di rileggere il nostro vissuto e di apprezzarlo, con tutte le sue insicurezze, può servirci a focalizzare l’attenzione sulle mancanze che abbiamo sentito e che magari continuiamo a sentire; su ciò che desideriamo e su ciò che non riusciamo ancora a raggiungere.

foto mamma singleCondividere le necessità, i punti di forza e le fatiche con le persone per noi significative ci permette di chiedere e offrire aiuto e comprensione. L’altro si apre a noi nel momento in cui noi ci apriamo all’altro: diminuisce la solitudine e si tocca con mano la speranza.

Una madre che si apre al mondo crea benessere in sé e nel proprio figlio, pone le basi per una rete di relazioni che possono essere risorsa, sostegno, futuro. Rende visibile la storia di cui è protagonista e della quale vuole mantenere il controllo, disegnando in essa nuovi orizzonti.

Chiedere aiuto è un passo fondamentale: una mamma non dovrebbe mai essere messa nella condizione di sentirsi in colpa o di sentirsi “incapace” in quanto bisognosa di un sostegno. La mamma che chiede aiuto per sè e per il proprio bambino, non è una donna fallita: al contrario, è pienamente cosciente e responsabile rispetto ad una difficoltà che vuole affrontare. La società deve sapersi modellare rispetto ai bisogni emergenti e una donna che vuole occuparsi del proprio figlio va sempre sostenuta, incoraggiata, compresa.

foto mamma singleMolte sono le vicissitudini attraverso le quali una mamma può ritrovarsi “single” e nessuna di queste va mal considerata o disconosciuta. Nell’interesse di un bambino che cresce, la mamma va accompagnata e aiutata nel delicato compito di essere genitore.

Va aiutata a comprendere anche – credo – che il suo essere madre non le vieta nello stesso tempo di essere figlia, lavoratrice, donna.

Dando dignità alla donna che è madre e che è sola, daremo dignità anche al figlio che sta crescendo accanto a lei.

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di Alessandra Banfi


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