Crescere con le note: la musica sin da piccini

Feb 06, 13 Crescere con le note: la musica sin da piccini

E’ a Bologna che parte il progetto “Nidi di Note” che prevede la collaborazione di associazioni locali, e il patrocinio dell’Università degli studi di Bologna, oltre che la preziosa collaborazione di artisti di fama internazionale quali Paolo Fresu (jazzista di grande fama), il Quartetto Alborada e l’attrice Milena Vukotic ( famosa come moglie di Paolo Villaggio in Fantozzi, o come Nonna Enrica in Un Medico in Famiglia).

Il progetto offre ai bambini la possibilità di avvicinarsi alla musica in modo naturale e fisiologico, ed entrare in contatto con l’Arte sin da piccoli; si divide in vari momenti quali l’incursione, lo spettacolo/concerto, i laboratori musicali.

Nel primo momento, i grandi artisti sopracitati faranno appunto “incursione” negli asili: in tal modo i piccoli potranno ascoltare musica dal vivo ma saranno in un contesto per loro familiare e sicuro.

foto nidi noteSuccessivamente si prevede un concerto/ spettacolo (del quale è possibile trovare una locandina sul sito ufficiale del progetto con data 15 febbraio 2013 per Bologna) che servirà per sensibilizzare i cittadini al rispetto dell’infanzia.

Nella terza fase si prevede una collaborazione “attiva” da parte dei più piccoli attraverso laboratori musicali. 

Il progetto sembra sia nato nel 2010/2011 e da allora è in continua crescita, con la pubblicazione di un libro a cura di Bruno Tognolini, Alessandro Sanna, Paolo Fresu e Sonia Peana, dal titolo “Nidi di Note, un cammino in dieci passi verso la musica“.

Un progetto “Nidi di Note“, decisamente importante nel quadro dell’istruzione: la musica infatti non è solo una forma d’arte e quindi un modo per sviluppare le capacità artistiche dei bambini ma ha anche una grande influenza nello sviluppare le abilità e le fasi della crescita.

La musica aiuta i bambini? Si, decisamente. Tanto per cominciare dà loro il senso del ritmo e sviluppa l’uso del “movimento”.

Già verso il sesto/ settimo mese di vita, il bambino riesce a “seguire” la ninna nanna cantata dalla madre, muovendosi ritmicamente e verso i due o tre anni, molti bambini canticchiano parti di canzoncine (o a volte anche canzoni intere) o riproducono suoni attraverso strumenti musicali giocattolo o anche semplicemente “modificano” i loro giocattoli come strumenti musicali (un secchio diventa un tamburo, le costruzioni diventano “piatti” e così via..)

La musica inoltre aiuta lo sviluppo dell’emisfero destro del cervello, parte che per natura è predisposta alla percezione ed elaborazione della musica.

foto nidi noteAvvicinando quindi in modo naturale e fisiologico i bambini al mondo della musica, si possono ottenere dei grandi benefici per il bambino come una maggiore capacità di memoria, attenzione e concentrazione; un rafforzamento dell’apprendimento e una stimolazione della creatività e fantasia; crea una forma di espressione nuova e alternativa per il bambino e offre l’opportunità di interagire con i suoi coetanei e con gli adulti; se combinato con la danza stimola l’equilibrio e lo sviluppo muscolare; agisce infine su tutte le aree di sviluppo stimolando lo sviluppo stesso del bambino.

Naturalmente non bisogna eccedere neanche in questo: è assolutamente controproducente forzare i propri figli ad imparare uno strumento musicale contro il loro volere ad esempio, o forzarli a frequentare corsi di danza o qualsivoglia sport se a loro non piace. Saggia invece è la scelta di proporgli la musica come passatempo, come gioco e lasciare che siano loro, se interessati, a scegliere uno strumento da “capire” e fare proprio nel tempo.

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Di Tata Rossella


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