Disabilita’: la pet therapy

Mar 04, 13 Disabilita’: la pet therapy

Avere un’animale domestico dentro casa come un gatto o un cane, aiuta le persone che vivono da sole a non avvertire il peso della solitudine, perché l’impegno che un animale comporta e quindi il tempo e le attenzioni di cui egli necessita, rendono consapevole chi deve prendersi cura di lui, di essere necessari all’animale. Un bisogno del padrone, che si occupi di lui, che diventa una consapevolezza ed uno stimolo importante,  molto gratificante!

Se tutto questo serve quasi come terapia per una persona non affetta da disabilità, nei disabili viene affermata come una vera e propria forma di trattamento curativo.

Terapia introdotta negli anni sessanta, dallo psichiatra americano Levinson che gli diede il nome di pet therapy, cioè: terapia basata sull’interazione tra l’uomo e animale.

FOTO PET TERAPYNel soggetto disabile, con deficit fisico o anche psicologico, avere un animale migliora l’orientamento della persona nei confronti dell’ambiente in cui esso viene accolto, perché portarlo a spasso, giocarci, aiuta i movimenti fisici, quindi si instaura un allenamento continuo e stimolante. Ricordare il nome dell’animale, o i comandi che devono essergli rivolti a lui, invece aiuta il disabile e a rafforzare la propria memoria.

Accarezzarlo, scarica la tensione, parlargli come se si parlasse ad un amico, il linguaggio verbale o non verbale viene incentivato ma il vero scopo della pet therapy, è il fatto che per la prima volta questa esperienza di vita rende il disabile partecipe di una situazione nuova, attraverso questo cammino apprende le abilità che sono connesse a prendersi cura degli altri, e questa acquisizione può essere generalizzata ad altri contenuti di vita.

Gli animali possono anche essere addestrati, in modo di assistere il disabile nella sua vita quotidiana: ad esempio, i cani guida aiutano il disabile con deficit visivi a muoversi nell’ambiente circostante.

foto pet terapyRicordiamo inoltre che in alcune forme di disabilità dove rientrano fobie, o allergie bisogna fare attenzione. Non sempre una persona adora stare con un animale perché l’abbaiare di un cane o il correre festoso verso una persona, può provocare la paura di subire un morso, anche le allergie non sono da sottovalutare e non aiutano mai ad instaurare un vero rapporto diretto con l’animale, quindi prima di arrivare a questo trattamento curativo bisogna esaminare tutte le situazioni escludendo fobie o altre problematiche.

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Di Maria C. Morabito


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