Epidurale: una scelta non sempre possibile

Set 26, 12 Epidurale: una scelta non sempre possibile

Nel nostro Paese si continua a trattare l’anestesia epidurale alla stregua di un nemico; le politiche sanitarie infatti, vivono un sin troppo diffuso ritardo culturale, strutturale ed economico che lascia ancora molto spazio al principio biblico “donna, partorirai con dolore”, che comunque è bene precisare non essere una regola!

Sembra comunque che nella maggior parte dei casi, il retaggio della purificazione attraverso la sofferenza debba restare più in luce delle statistiche, che peraltro parlano molto chiaro: dove possibile, le donne che scelgono la partoanalgesia peridurale sono più del 90%.

Il problema, come dicevamo, è anche di carattere strutturale ed economico: se da un lato i livelli essenziali di assistenza per limitare il dolore del travaglio (LEA) sono un obbligo dello Stato, dall’altro il parto in analgesia è garantito 24 ore su 24 e gratuitamente solo nel 16% degli ospedali (fonte AAROI SIARED).

Una tale situazione nasce in parte dalla decisione di Maurizio Sacconi (Ministro della Salute succeduto a Livia Turco nel 2008) di revocare, per mancanza di fondi, il provvedimento che inseriva nei LEA l’epidurale.

Eppure questa tecnica è molto diffusa all’estero, nonché quasi totalmente priva di effetti collaterali (che comunque è bene ogni futura mamma approfondisca davvero per una scelta consapevole per la sua salute e per quella del suo bambino) e prevede una somministrazione di farmaci anestetici attraverso un catetere, posto tra il legamento giallo e la dura madre (che ha uno spessore massimo di 6 millimetri) detto appunto spazio epidurale, esteso a tutta la colonna vertebrale.Foto epidurale

Di fatto la tecnica dell’epidurale è più sicura sia dell’anestesia totale, cui molte gestanti ricorrono, sia del cesareo, che sul nostro territorio italiano è responsabile di oltre il 50% delle nascite, per cui, probabilmente spesso “sponsorizzato” anche quando non è completamente necessario!

Premesso tutto questo, ci si deve augurare che il prossimo (speriamo repetino!) rinnovamento della Sanità italiana – già martoriata in molti dei suoi delicati aspetti – tenga in particolare considerazione la volontà e del diritto che queste … quasi mamme hanno, di vivere il loro meraviglioso momento del parto come meglio credono!

 

Emanuele Saccardo


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