Gatti e gravidanza: la Toxoplasmosi

Ott 23, 12 Gatti e gravidanza: la Toxoplasmosi

Care donne, siete in dolce attesa ma non volete rinunciare alla compagnia e alle fusa del vostro amatissimo felino per timore di contrarre la toxoplasmosi? Niente paura, basta prestare la dovuta attenzione adottando un adeguato atteggiamento in termini di cura ed igiene nei confronti dell’amico gatto.

È doveroso spendere alcune parole per comprendere meglio e descrivere questa tanto temuta malattia. Ebbene, che cos’è la toxoplasmosi?

Foto toxoplasmosiÈ un’infezione causata da un protozoo, il Toxoplasma gondii, un microorganismo parassita che colpisce l’uomo e numerosi animali tra cui il gatto. Si tratta di una tra le parassitosi più paventate che sicuramente non va sottovalutata, poiché potrebbe risultare molto pericolosa per il feto (in quanto causa di aborti o malattie neurologiche) se contratta dalla gestante durante il primo quadrimestre di gravidanza, ma questo non deve mettervi subito in allarme: infatti, è davvero basso il rischio di contrarre il batterio e trasferirlo successivamente al feto, a meno che non ci si infetti entrando a diretto contatto con le feci (cioè ingerendole) espulse dall’animale, nelle quali si insidierebbero le oocisti del parassita (ovvero le uova prodotte dal Toxoplasma gondii).

Come può accadere tutto ciò?

Foto toxoplasmosiInnanzitutto il gatto dovrebbe aver contratto il batterio e può averlo preso cibandosi di piccoli animali (roditori quali topi e ratti, o uccellini) già infestati. Dobbiamo tener presente però che la toxoplasmosi non è una patologia propria del felino, al contrario, risulterebbe comune a quasi tutti i mammiferi, rettili, uccelli e addirittura ad alcuni molluschi. Quindi, ci si può ammalare non solo attraverso il gatto, ma anche assumendo carni crude o poco cotte di diversi animali, specialmente quelli selvatici (la selvaggina), già infestate, mangiando frutta o verdura non accuratamente lavate, oppure lavorando in giardino, poiché i mici spesso defecano proprio nella terra, contaminadola. Tuttavia, per evitare paure immotivate, è sufficiente seguire alcune piccole indicazioni e accortezze per tutelare la salute del feto, nonché quella della madre:

  • controllate il vostro gatto, se sano, non dovrebbe essere fonte di infezione;
  • Foto fetoevitate di somministrargli carne cruda, ma alimentatelo con cibi cotti, crocchette o mangimi certificati. Al più, fatevi consigliare dal vostro veterinario;
  • igienizzate la lettiga, pulendola accuratamente almeno una volta al giorno; nel caso in cui il gatto fosse infetto, fate attenzione nel rimuovere le feci espulse dall’animale e lavatevi energicamente le mani con acqua e sapone dopo l’operazione. Se non volete correre “rischi particolari”, utilizzate dei guanti usa e getta, o fatevi sostituire e/o aiutare da un’altra persona;
  • evitate di alimentarvi con carni crude o poco cotte e lavate bene gli ortaggi prima di assumerli;
  • devono trascorrere almeno 24-48 ore prima che le oocisti presenti nelle feci contaminate diventino pericolose e quindi infettive per l’uomo da quando sono state espulse.

Foto toxoplasmosi bimboSeguendo i consigli sopra riportati la possibilità di contrarre la toxoplasmosi si riduce ulteriormente, soprattutto se il gatto che avete in casa non è selvatico, ma domestico e se avrete la costanza di detergerne frequentemente la lettiera, punto questo, fondamentale e assolutamente non trascurabile. Detto ciò, non fatevi turbare da angosce inutili, piuttosto godetevi la presenza e le fusa del vostro amico felino o se proprio il pensiero toxoplasmosi vi assilla, cercate una persona che si prenda amorevole cura di lui … mi raccomando!

Di Stefania Nardi


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