Gravidanza: attenzione alla Clamidia

Apr 28, 13 Gravidanza: attenzione alla Clamidia

La clamidia è una tra le infezioni più comuni che si trasmette per via sessuale attraverso rapporti di qualsiasi tipo (vaginali, anali e anche orali). E’ causata da un batterio chiamato Chlamydia trachomatis.

Se questo batterio viene contratto in gravidanza, l’infezione può passare al feto causandogli un’infiammazione all’apparato respiratorio e agli occhi. La clamidia risulta essere una delle prime cause di congiuntiviti e polmoniti nel neonato.

Solitamente questo tipo di infezione tende ad essere asintomatica nella maggior parte dei casi e quindi spesso non ci si accorge di essere stati colpiti dal batterio.

foto-gravidanzaQualora invece ci siano delle manifestazioni cliniche, queste compaiono generalmente dopo 2/3 settimane dall’entrata in contatto con la clamidia. Nelle donne si hanno infezioni a carico della cervice e dell’uretra provocando perdite vaginali o una sensazione di irritazione. L’infezione poi può espandersi fino a provocare dolore al basso ventre e schiena, accompagnato da nausea e febbre. A volte può raggiungere anche il retto.

Per diagnosticare la presenza della clamidia si esegue o un tampone vaginale o un’analisi dell’urina; questi controlli devono essere estesi a tutti i partner sessuali.

Una volta accertata l’infezione questa deve essere curata tempestivamente (tramite antibiotici) per evitare l’aggravarsi della situazione. Nelle donne infatti l’infiammazione pelvica può portare ad un danno permanente con dolore cronico, infertilità e la possibilità di incorrere in gravidanze extrauterine. Inoltre le donne affette da clamidia risultano essere più vulnerabili nel contrarre il virus dell’HIV.

foto-clamidiaProprio perché il più delle volte l’infezione è asintomatica si consiglia di ricorrere a delle prassi preventive con screening annuali.

Purtroppo è presente un rischio molto alto, con un aggravamento dei sintomi dell’infezione, di contrarre nuovamente il batterio se esposti a persone infette. Per questo le persone infette dovrebbero astenersi da qualsiasi pratica sessuale. In queste situazioni l’uso dei profilattici riduce notevolmente il rischio di infezioni.

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di Chiara Cicchese


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