Gravidanza e allattamento: liquirizia si ma a piccole dosi

Apr 15, 13 Gravidanza e allattamento: liquirizia si ma a piccole dosi

Lo sapevate che mangiare troppa liquirizia in gravidanza accelererebbe i tempi del parto? Ebbene sì: da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori finlandesi emerge che l’assunzione di dosi, per così dire, “massicce” di liquirizia possa contribuire, non poco, alla nascita anzitempo del bimbo che portate caldamente nel vostro grembo, future mamme!

Pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Leguminose, ricca di sostanze utili all’organismo, nota e apprezzata per le sue proprietà farmacologiche (antinfiammatoria, depurativa, digestiva, diuretica e protettiva della mucosa) nonché come ingrediente nella preparazione di dolci prelibatezze, la liquirizia può però rappresentare un fattore di rischio se la si adopera in dolce attesa e durante la fase di allattamento.

foto-gravidanzaVediamo perché: il principale principio attivo è la glicirrizina che, oltre a determinare una duplice azione, antivirale e antinfiammatoria, è responsabile dell’aumento della produzione di prostaglandine (mediatori chimici del processo infiammatorio), farmaci adottati in ostetricia per indurre o velocizzare, secondo necessità, il travaglio. Ecco dunque che i medici consigliano alle gestanti di non eccedere, ma limitarsi nell’assumere liquirizia (meglio ancora astenersi, se possibile) non superando il dosaggio consentito di mezzo grammo al giorno. Altri effetti collaterali, dati dall’abuso di liquirizia, potrebbero essere i seguenti:

  • ritenzione idrica;
  • aumento della pressione arteriosa;
  • gonfiore al viso e alle caviglie;
  • cefalea;
  • astenia.

Inoltre, da indagini recenti risulterebbe alquanto raccomandabile ridurne il consumo anche durante la fase di allattamento, poiché potrebbe causare nei figli, l’insorgere di problemi comportamentali, di non trascurabile entità: da uno studio alimentare condotto su un campione di bambini nati da mamme che introducevano settimanalmente, nella loro dieta, una quantità pari ad almeno 500 mg di liquirizia rispetto ai 35 mg assimilabili, è emerso che il cervello di questi bimbi riscontrasse capacità cognitive inferiori alla norma; non solo: erano ben presenti disturbi di natura comportamentale come ad esempio, l’ADHD, la sindrome da deficit di attenzione e iperattività, contraddistinta da alcuni tratti peculiari quali impulsività, inattenzione e iperattività motoria che spesso può rendere maggiormente difficoltoso il regolare sviluppo e l’integrazione sociale dei più piccoli.

foto-liquirizia..Ancora una volta si punta il dito contro la glicirrizina imputabile del manifestarsi, nel bambino, di tali difficoltà: questa sostanza faciliterebbe l’arrivo al feto, attraverso la placenta, di quegli ormoni noti col nome di glucocorticoidi, assolutamente pericolosi perché in grado di procurare seri danni al cervello del nascituro, ostacolarne il processo di crescita e favorire i disturbi sopraccitati.

Quindi, care future mamme e neo mamme, fate attenzione e non abbuffatevi di liquirizia, se non volete correre rischi inutili e assolutamente prevenibili con un po’ di sana accortezza!!

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di Stefania Nardi


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