Gravidanza: la placenta previa

Feb 11, 13 Gravidanza: la placenta previa

Abbiamo visto, la volta scorsa, quali sono i rischi che una mamma corre in gravidanza qualora si trovasse a fronteggiare un eventuale distacco della placenta; oggi vorrei sottoporre alla vostra attenzione, care donne, un’altra emergenza che riguarda sempre questo prezioso e fondamentale organo, ovvero i problemi che comporta la placenta previa. Innanzitutto, cosa intendiamo quando parliamo di placenta previa?

Sicuramente si tratta di una condizione anomala: infatti, nella normalità dei casi, la placenta dovrebbe dislocarsi nella parte superiore della cavità uterina, inversamente, si posiziona nel segmento inferiore dell’utero (avvicinandosi troppo alla cervice o, addirittura, sovrastandola), otturando parzialmente o totalmente il cosiddetto orifizio uterino, quella parte cioè che, al momento del travaglio, arriva a dilatarsi permettendo l’uscita e quindi la nascita del bambino.

É bene comunque mantenere un atteggiamento cauto e non allarmarsi nell’immediato, poiché se attraverso l’esame ecografico risultasse l’anomalia placentare, non è detto che la condizione non possa normalizzarsi: infatti, un’inserzione placentare bassa è piuttosto comune fino al secondo trimestre di gravidanza, mentre è da considerarsi patologia se la placenta si ostina a rimanere nella medesima posizione oltre la 28esima-30esima settimana di gestazione. foto placenta previaEsistono tuttavia fattori che sensibilizzano la percentuale di rischio:

  • età avanzata della gestante;
  • fibromi;
  • endometriti;
  • fumo di sigaretta;
  • cesarei precedentemente subiti;
  • interventi chirurgici all’utero;
  • placenta previa pregressa.

Si distinguono principalmente due tipi diversi di placenta previa:

  1. la placenta previa centrale;
  2. la placenta previa marginale.

Nel primo caso la placenta tende a ricoprire completamente l’orifizio uterino, può causare emorragie di notevole portata che necessitano dei dovuti controlli medici o addirittura di ricoveri tempestivi, se si presentano ulteriori complicazioni, onde evitare un parto prematuro.

Nel secondo caso essa è collocata all’interno del segmento inferiore dell’utero ma non copre del tutto il canale cervicale; potrebbe essere fonte di sporadici episodi emorragici, ma tendenzialmente non gravi. Questo però non significa che vadano sottovalutati, poiché è basilare ricordare che dinanzi al verificarsi di perdite ematiche vaginali di qualunque portata, risulti fondamentale consultare sempre il proprio ginecologo o l’ospedale a cui si fa riferimento. Se la perdite sono moderatamente contenute, non vi è sofferenza fetale, non si presentano complicazioni e la futura mamma non è ancora arrivata alla 34esima settimana di gestazione, in genere il medico evita l’intervento immediato, ma propone alla paziente il ricovero così da poterla monitorare con maggior costanza e attenzione, oppure un riposo domiciliare pressoché assoluto. In caso contrario, di fronte a sanguinamenti ripetuti, si decide d’intervenire operando trasfusioni, per scongiurare il pericolo di anemie, altrimenti si procede con il cesareo, se l’emorragia non dovesse bloccarsi.

foto placenta previaRicordate, allorché la diagnosi accertasse la patologia, quali passi muovere:

  • sarebbe preferibile condurre una vita tranquilla, priva di affaticamenti e sforzi (almeno durante la fase della gravidanza);
  • consigliabile, dunque, non intraprendere viaggi faticosi, stressanti, troppo lunghi e, possibilmente non all’estero o in zone prive di strutture ospedaliere adeguate;
  • meglio astenersi dai rapporti sessuali;
  • allertate il 118 o recatevi in ospedale, qualora realizziate la presenza di macchie ematiche vaginali.

Amiche in dolce attesa, fate attenzione, ma non temete: ciò che conta è mantenere alta la guardia, seguire le opportune indicazioni mediche e, se urge intraprendere alternative efficaci, volte al fine di porre rimedio ad una situazione che potrebbe sfuggirvi di mano, bando ai tentennamenti!

Agite per il bene vostro e della piccola creatura che si appresta a nascere!

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Di Stefania Nardi


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