“I bambini di Dio” la storia della rinascita di Juliana

Apr 28, 13 “I bambini di Dio” la storia della rinascita di Juliana

Juliana, nel suo libroEssere innocenti”, racconta la sua esperienza nella setta americana, da cui ne è uscita nel 2004. Si è impegnata nella difesa dei diritti dei minori cresciuti in ambienti difficili fondando la Safe Passage Foundation, intraprendendo il giro del mondo in bici. Ha dichiarato “Nessuna donna lo aveva mai fatto, volevo essere la prima”.

Il libro è stato già pubblicato nel 2006 in Inghilterra con il titolo Not Without My Sisters, diventato poi bestseller per quindici settimane e tradotto in dieci lingue. In italiano ha preso il nome di Essere innocenti, scritto da Juliana Buhring insieme alle sue sorelle Kristina e Celeste Jones, ed è uscito il 20 aprile per le edizioni Menthalia.

foto-essere-innocenti.Il libro parla della storia di tre sorelle che parlano di una infanzia molto difficile, trascorsa subendo torture, sia fisiche che mentali, sotto il controllo del pensiero ed abusi sessuali. Raccontano ancora della negazione dell’accesso all’istruzione, alle cure mediche, l’obbligo di mendicare per le strade, le botte per punizione di crimini come leggere l’enciclopedia. Dopo essere state strappate l’una dall’altra alla giovanissima età, riusciranno poi a riunirsi più tardi.
Dopo l’esperienza che le ha segnato la vita, Juliana ha intrapreso la sua battaglia personale a favore dei diritti dei minori cresciuti in ambienti difficili. Ha fondato l’associazione Safe Passage Foundation per poter raccogliere fondi per i bambini, ed ha anche deciso di pedalare per il mondo.

Entrerà poi nel Guinness dei Primati per aver percorso 29.000 chilometri ed attraversato 18 Paesi in 4 Continenti. Ha scelto Napoli, paese di adozione, come punto di partenza il 23 luglio 2012 e di arrivo il 22 dicembre scorso. Continuavano a dirle Non sei pronta, non sei un’atleta, e non hai nemmeno i soldi”.

foto-julianaMa no, l’ha voluto fare. Quando stava per finire i fondi personali, voleva tornare a casa ma poi ha lanciato un appello in rete, ricevendo donazioni e supporto morale. Ha voluto così lasciare un messaggio positivo. Ed alla domanda se ha avuto paura, ha sempre rispostoIl mondo è migliore di quel che credono”.

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di Mena


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