I fibromi: come comportarsi in gravidanza

Feb 25, 13 I fibromi: come comportarsi in gravidanza

La volta scorsa è stato introdotto l’argomento fibromi; in questo articolo verrà trattato più da vicino e posto sotto la lente d’ingrandimento per capire meglio come affrontare il problema quando si prospetta una gravidanza o la si programma. Ebbene, cosa succede se una gestante scopre di avere dei miomi all’utero? E, soprattutto, creano complicazioni?

Partiamo dall’affermare che la condizione fibromatosa, essendo non infrequente nella donna in età fertile, può insorgere, conseguentemente, in dolce attesa e la percentuale che ciò si verifichi oscilla tra lo 0,3 ed il 2,6%, considerando che la patologia tende a realizzarsi prevalentemente dopo i 40 anni e che l’individuazione delle eventuali presenze tumorali non sia immediata, ma necessiti di strumenti quali l’ispezione ginecologica accompagnata da una visita ecografica accurata. Questo se la neoplasia è di piccole dimensioni. I due esami risultano le tecniche che al momento godono delle maggiori credenziali nell’ambito della ricerca e diagnostica fibromatosa; permettono allo specialista d’indagare la collocazione, forma, mole, composizione cellulare e lo stadio di sviluppo del mioma.

foto fibromaAttenzione a non interpretare i dati come fossero un segnale di grave allerta; infatti, è doveroso ribadire che raramente un mioma, essendo di natura benigna, evolve successivamente in una forma maligna, questo però non significa che siate legittimate a sottovalutarlo, poiché a seconda del suo volume e della localizzazione, il fibroma potrebbe dar luogo a complicanze, soprattutto sul buon esito della gravidanza: infatti, i fibromi sottomucosi potrebbero rivelarsi fonte di maggiore rischio per il feto qualora riuscissero ad interferire nell’impianto e nel suo sviluppo, implicando così l’aborto, mentre i fibromi intramurali sono riconosciuti come una potenziale minaccia per le nascite premature in quanto probabili induttori delle contrazioni uterine.

foto fibromaQuali le donne maggiormente a rischio? Ecco sotto riportati una serie di fattori che, se riscontrati (anche in passato), dovrebbero spingervi a monitorare con più attenzione il vostro status:

  • precedenti e numerosi aborti;
  • predisposizione genetica ai fibromi;
  • incidenze fibromatose trascorse.

Tenete presente che, in genere, il mioma non dovrebbe svilupparsi ulteriormente in gravidanza, anche se i dati statistici riportano che circa il 30% delle donne a cui viene diagnosticata la presenza, ne vede aumentare il volume, ma questo è prevedibile per lo più, nel primo trimestre gestazionale. Maggiore è la massa, maggiori sono le probabilità che esso sia complice dell’originarsi di problematiche legate al buon esito del parto. Per ovviare a tali inconvenienti, nei confronti della paziente si cerca di adottare la terapia migliore e meno invasiva; di solito si ricorre all’intervento chirurgico solo nei casi più gravi, cercando di evitare l’attuarsi di esiti seriamente negativi per il feto. Proprio per questo motivo si preferisce somministrare alla gestante una cura farmacologica conservativa in modo da monitorare e correggere le contrazioni uterine anomale, normalizzandole. Dopo il parto, si valuterà come intervenire ulteriormente per eliminare del tutto il fibroma.

foto gravidanzaE nel concepimento? Cosa accade?

Tranquillizzatevi, perché la presenza di simili neoplasie non dovrebbe comportare alcun impedimento alla procreazione: è raro che le tube di Falloppio vengano danneggiate, perciò lo sperma non dovrebbe incontrare ostacoli significativi nel raggiungere la corretta destinazione, cioè nel procedere dalla cervice alle tube.

Future mamme, cercate di vivere serenamente i nove mesi che vi separano dal realizzare quello che per voi sarà il regalo più grande, ovvero il dono della maternità, perché scoprire di avere un fibroma prima o durante la gravidanza non rappresenta, come si è potuto constatare, un valico insormontabile. Costanza e prevenzione sono due ottimi elementi per tenere sotto controllo non solo il problema, ma anche l’ansia e il timore che ne derivano. Keep calm and self control! Always!

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Di Stefania Nardi


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