I metodi educativi “classici” e le loro conseguenze

Feb 17, 13 I metodi educativi “classici” e le loro conseguenze

In uno dei miei precedenti articoli ho affrontato il tema assai delicato dell’educazione.

Un tema così ampio e complesso non può essere sviluppato in un solo articolo ma ha mille sfaccettature da analizzare.

L’educazione può essere differente da famiglia a famiglia, può differire per radici, per cultura, per religione e tanto altro ma tutti i metodi educativi sono riconducibili a tre grossi ceppi: vediamo insieme quali.

Il primo metodo, detto anche Metodo I o Autoritarismo è il metodo che può essere identificato con il “genitore fabbro”. Tale metodo, infatti, prevede l’uso della forza, il rigore, la disciplina.

foto bimbo sberleI genitori che seguono tale metodo urlano e alle volte picchiano i loro figli per ottenere dei risultati ma genitori autoritari e severi sono anche coloro i quali non alzano le mani sui propri figli, alzando invece la voce. In tal modo sono convinti di non esagerare, senza pensare alle conseguenze psicologiche che può avere tale comportamento oppure tenendone conto ma sminuendone l’importanza, ragionando di “si io alzo la voce ma gli fa solo bene, si forma il carattere!” Niente di più errato!!!

Le conseguenze del metodo autoritario sono, infatti, ansia, insicurezza e sfiducia in se stessi. I figli crescono terrorizzati dall’idea di poter sbagliare.

Il risultato che si ottiene usando il metodo autoritario è di creare un fantoccio e non un figlio, un essere insicuro di sé che spesso somatizzerà le proprie insicurezze, attraverso mal di testa continui o ammalandosi spesso.

Il secondo metodo detto anche Metodo II o Iperprotezionismo è il metodo diametralmente opposto al precedente e nato appunto per contrastarlo. Tale metodo però perde di vista un elemento fondamentale dell’educazione del figlio, ossia quello di dare delle regole ben precise.

I genitori, infatti, convinti che non bisogna causare traumi al bambino, evitano a prescindere contrasti. In tal modo diventano servi dei bambini, lo lavano, lo vestono e addirittura lo lasciano dormire nel proprio letto.

foto bimbi capricciosiIl bambino si sente quindi padrone della situazione, sa di avere i genitori al suo servizio e crede che sia giusto così e che sia così che deve essere. Ecco quindi che dinanzi a “no” oppure a situazioni che non sono com’egli, vuole, si arrabbia, scalcia, strepita e fa i capricci.

Il terzo metodo detto Metodo Misto è forse il più difficile da “risolvere” poiché è appunto un misto dei precedenti. I genitori sono servi del bambino, lo riveriscono e lo assecondano il più possibile finché non esplodono in scenate pazzesche. Tal metodo può essere considerato da molti “bilanciato” perché si pensa appunto di bilanciare dolcezza con fermezza, o per usare una metafora di utilizzare “il bastone e la carota”. Tale metodo non è efficace perché le scenate avverranno sempre per piccolezze, per ragioni di volta in volta differenti o ancora per situazioni che fino a quel momento sono state accettate e questo genera confusione nel bambino che non saprà mai quale reazione aspettarsi dal genitore, non avendo regole precise.

Il risultato sarà che il figlio avrà insicurezze e fobie nascoste sotto “strati” di arroganza e presunzione. Tale comportamento è ad esempio visibile nei bulli, che sfruttano la loro forza, comportandosi da arroganti ma che in realtà nascondono una grande insicurezza.

Quali sono dunque le conseguenze sulla personalità dei bambini?

Partiamo col dire che la personalità è composta da tre elementi: Es, Io e Super-Io.

foto io e super-ioL’Es è la parte inconscia di noi, quella che racchiude e “protegge” i nostri istinti, (anche quelli “negativi” importanti e fondamentali al pari di quelli “positivi”).

Il Super-Io è una sorta di controllore, una guida se vogliamo chiamarlo così. Colui che ci dice cosa “è giusto” e cosa non lo è.

Infine possiamo dire che se l’es e il super-io sono due cavalli, l’Io è il cocchiere che deve controllarli.

Nel caso del primo metodo ossia utilizzando atteggiamenti aggressivi e punitivi, si genera un Super-Io “dittatore”. Tale Super-Io inibisce le emozioni che non sono guidate o accettate ma addirittura distrutte o incatenate.

L’Es quindi è composto da emozioni incatenate e da un senso di colpa terribile, l’individuo si sente bloccato e incompreso. L’Io ha paura e non riesce gestire la situazione.

Le conseguenze del secondo metodo invece sono che il Super-Io non si forma per niente oppure si crea in maniera debole.

In questo caso sono gli istinti a comandare, si è aggressivi se non rispettati e la personalità è dispettosa come una scimmia, forte come un leone e furba come una volpe.

Il Super-Io non è maturato e quindi non impone leggi. L’Io di conseguenza è un arbitro che non riesce a gestire la partita, tenta di controllare l’Es ma non avendo supporto dal Super-Io non ci riesce.

Mi piacerebbe poter terminare dicendo che esiste la ricetta del Genitore Perfetto ma ahimè non è così.

Vi è però un Metodo considerato da psicologi e psicoterapeuti come più “efficace” ed è quello del giardiniere:

foto piantaIl genitore-giardiniere crea le condizioni perché sia la personalità del figlio a venire fuori.

Nel caso del genitore-giardiniere l’es, l’inconscio si attiva grazie al genitore che “nutre” il figlio, che lo cresce in modo sereno permettendo alle emozioni di emergere in modo naturale.

Il genitore permette però anche la nascita del Super-Io potando e sfoltendo quando e dove serve, ossia dando delle regole, insegnando al figlio ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

Non bisogna confondere autorità con autorevolezza, il genitore non deve “imporsi” e alzare la voce ma deve comunque insegnare al proprio figlio a distinguere ciò che è giusto fare da ciò che non lo è.

Infine il genitore coltiva, si prende cura della pianta tutti i giorni, ossia aiuta l’Io a diventare più forte giorno dopo giorno.

Come dicevo quindi non vi è una ricetta perfetta: l’importante è amare i propri figli e non smettere mai di ricordarglielo.

 

 di Tata Rossella

 


2 Comments

  1. Federica /

    Salve,
    Mi chiamo Federica,ho trovato molto interessante e utile questo articolo. Io ho un bimbo di 4 anni che si chiama Luca… Ha un “disturbo generalizzato del linguaggio”
    E ultimamente faccio tanta fatica a gestire i suoi comportamenti, si rifiuta di seguire anche le più minime regole e questo mi ha portato ad assumere degli atteggiamenti che, mi rendo conto solo adesso, sono sbagliati, con dei ripetuti castighi(mi ritrovo nel terzo modello), tale continuo contrasto ha reso la situazione difficile potrebbe darmi qualche consiglio pratico, qualche metodo altetnativo per fami seguire?
    Grazie tante per il suo tempo

    • admin /

      Buona sera Federica,
      grazie anzitutto per l’attenzione posta al nostro piccolo blog ed al nostro articolo.
      Purtroppo Federica non esiste una ricetta perfetta da passarle; ma come nell’articolo, il consiglio che ci sentiamo di darle è quello di seguire il modello educativo del giardiniere, per creare nella più totale serenità, le premesse migliori per far “nascere” autonomamente la personalità del suo bambino e la nascita del suo “Super-Io”, potando e sfoltendo solo quando e dove serve con le regole, insegnandogli ciò che è giusto e ciò che è sbagliato!
      E’ importante infatti non confondere autorità con autorevolezza: un genitore non deve “imporsi” ma insegnare al proprio figlio a distinguere ciò che è bene, da ciò che non lo è, aiutando il suo Io, giorno dopo giorno, a rafforzarsi!
      Ed infine, ultimo ma non per importanza, non smetta mai di ricordare al suo bambino, quanto lei lo ama!!!
      Auspicando di esserle stati d’aiuto, la ringraziamo ancora per averci contattato!
      Un abbraccio a lei ed al suo bimbo!

      La Redazione
      Bambinizerotre

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