Il bambino e le regole per crescere bene

Ott 01, 12 Il bambino e le regole per crescere bene

Quante volte ci sarà capitato di portare i nostri figli al parco giochi e di vedere bambini senza freni, urlanti, che giocano in maniera distruttiva, senza regole e senza rispetto nè degli altri bambini, nè degli oggetti. Spesso li vediamo saltare con violenza sui giochi del parco pubblico o correre senza preoccuparsi della presenza di bambini spesso più piccoli.

Ma attenzione non colpevolizziamoli: loro sono bambini e assorbono nel bene o nel male ciò che vivono nella realtà di tutti i giorni nel loro contesto familiare!

Foto parco giochiQuesti bambini, infatti, spesso hanno genitori (o chi ne fa le loro veci) si limitano a gridare dalla panchina che si trova dall’altra parte del mondo il nome del bimbo e poi dopo tre secondi hanno già rivolto la propria attenzione alla rivista di gossip o all’ultima applicazione dell’iphone, … o quant’altro abbia al momento la loro attenzione. E non è raro sentirli pronunciare la fraseMa sì dai sono bambini…“: ed è qui che sbagliano!

Sbagliano perchè invece di vivere a pieno quella che può essere un’esperienza ricca di contenuti sia a livello fisico che emotivo come una giornata al parco col proprio figlio, durante la quale sfidarsi, muoversi, conoscersi, relazionarsi con gli altri ed in generale aprirsi al mondo si limitano a “mollare” i bambini in modo che si stanchino ed arrivino a sera senza disturbare.

I bambini hanno invece estremo bisogno di “non essere mollati” ma anzi di essere contenuti, hanno bisogni di limiti per costruire le fondamenta di quello che saranno, necessitano di linee guida che non devono essere confuse con costrizioni intransigenti, ma come direzioni necessarie per lo sviluppo sia fisico che emotivo.Foto gioco bimbi

Nel seguire i nostri figli in modo che riescano a svilupparsi al meglio dovremmo cercare di seguire le indicazioni di un noto psicologo sovietico Lev Semënovič Vygotskij (Orša,17 novembre1896–Mosca,11 giugno1934), colui che, come spiega Wikipedia, fu definito il Mozart della psicologia.

Vygotskij fu il teorico della zona di sviluppo prossimale cheserve a spiegare come l’apprendimento del bambino si svolga con l’aiuto degli altri. La ZSP è definita come la distanza tra il livello di sviluppo attuale e il livello di sviluppo potenziale, che può essere raggiunto con l’aiuto di altre persone, che siano adulti o dei pari con un livello di competenza maggiore.”Foto gioco bimbi

Secondo Lev Semënovič Vygotskij, l’educatore dovrebbe proporre al bambino problemi di livello un po’ superiore alle sue attuali capacità ma comunque abbastanza semplici da risultargli comprensibili; insomma, all’interno di quell’area in cui il bambino può estendere le sue competenze e risolvere problemi grazie all’aiuto degli altri: questi problemi potranno infatti essere risolti dal bambino aiutato da un esterno esperto (l’educatore, un adulto o anche un pari con maggiori competenze in quel campo) e mnon dal bambino  da solo, con il grande risultato che la zona di sviluppo attuale del bambino si amplia (includendo quella che in precedenza era la zona di sviluppo prossimale) ed egli diventa capace di eseguire autonomamente un compito che prima non sapeva eseguire e si crea una nuova zona di sviluppo prossimale!

Di Serena Simil Brunelli


Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CAPTCHA * Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.