Il latte materno

Feb 10, 13 Il latte materno

Il latte materno tende a cambiare aspetto e composizione durante le varie poppate e addirittura all’interno della stessa poppata per adattarsi meglio alle esigenze del neonato.

Subito dopo il parto il latte assume il nome di colostro: esso appare di colore giallo ed ha una consistenza molto densa essendo ricco di sostanze nutritive. Di solito una mamma ne produce una piccola quantità, ma è comunque sufficiente per alimentare il bambino.

Già dal terzo giorno si assiste ad un cambiamento del latte materno che prende il nome di latte di transizione che, come dice la parola stessa, ha lo scopo di preparare il bambino al latte definitivo che comparirà nel giro di qualche settimana. Questo latte di transizione ha un aspetto molto diverso dal colostro; infatti il colore è biancastro con una consistenza acquosa. All’inizio della poppata questo latte contiene soprattutto acqua e zucchero per placare la fame, successivamente si arricchisce d proteine necessarie per crescere. Alla fine del pasto il latte cambia nuovamente caratteristica facendosi più ricco di grassi per indurre il senso di sazietà.

foto latte maternoL’allattamento al seno inoltre presenta notevoli vantaggi tanto per il bambino quanto per la mamma.

In particolare il latte materno è ricco di anticorpi che offrono al bambino una protezione duratura contro alcune comuni malattie quali la tosse e il raffreddore; risulta essere altamente digeribile e contribuisce in maniera ottimale allo sviluppo del sistema nervoso e della vista.

Inoltre, poiché il sapore del latte varia in base a ciò che mangia la mamma, i bambini si abituano fin da subito ai diversi sapori degli alimenti oltre a ridurre il rischio di incorrere, da adulti, in situazioni di sovrappeso o obesità.

Anche le mamme però traggono dei vantaggi dall’allattare il proprio bambino; il grasso infatti che è stato accumulato durante la gravidanza serve per produrre il latte permettendo alle mamme di ritornare prima in forma. Gli effetti inoltre si hanno anche nel lungo periodo: l’allattamento per almeno tre mesi riduce il rischio di un tumore al seno o all’ovaio e, in menopausa, quello di osteoporosi.

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Di Chiara Cicchese


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