Il pianto del neonato “piango, piango piu’ che posso”

Feb 24, 13 Il pianto del neonato “piango, piango piu’ che posso”

Quale mamma non si è sentita, almeno per una volta, inadeguata per non riuscire a far smettere di piangere il suo piccolino? A quale mamma non è capitato di sentirsi turbata e a volte a disagio di fronte alle sue urla inconsolabili?

Quando un bambino piange i genitori vorrebbero in genere – ovviamente – trovare il modo di calmarlo. Spesso però il bambino, specialmente quando non piange per cause fisiche, ha bisogno di piangere e non di essere “zittito”!

Il pianto, infatti, è il mezzo principale di comunicazione che un neonato ha quando viene al mondo. Il bambino piange perché ha sonno, ha fame, ha freddo o ha caldo, piange perché è stanco o perché ha un qualsiasi altro bisogno da soddisfare ma non è detto che questo bisogno sia solo fisico, esso può essere anche emotivo.

Il bambino infatti è una persona con una personalità, dei sentimenti unici e come tutti noi, ha bisogno di esprimersi e lo fa attraverso il suo corpo, i suoi versetti e soprattutto il suo pianto.

foto pianto neonatoIl pianto, soprattutto quello emotivo , non deve dunque avere una connotazione necessariamente negativa ma anzi, deve essere sentito come normale e salutare, deve essere visto come un modo per eliminare sentimenti negativi e stress, deve essere ascoltato e interpretato.

Per una mamma e per un papà essere consapevoli che attraverso il pianto il bambino cerca di comunicare è una premessa necessaria per cercare di comprendere di cosa ha bisogno.

Il bambino può piangere per un brusco risveglio, perché si sente triste, perché ha voglia di compagnia, o per un accumulo di stress dovuto ad una forte emozione, ad un rumore improvviso, a una stimolazione eccessiva.

Le sue paure, le sue frustrazioni, i suoi dispiacere sono quelli di un piccolo individuo e non sono meno profondi di quelli di un adulto. Per il bambino come per noi adulti il pianto può a volte essere liberatorio.

E allora , una volta che la mamma si è accertata che la causa del pianto del suo piccolo non è legata ad un bisogno fisico, non è necessario cercare a tutti i costi di farlo smettere, magari dando al piccolo il ciuccio o attaccandolo al seno o cullandolo perché in realtà, facendo immediatamente una cosa qualsiasi, perchè rende il bambino “muto” e involontariamente lo abitua a non avere voce.

foto pianto bambinoMeglio invece fermarsi un momento, fare un bel respiro e rilassarsi un attimo, quindi ascoltare il bambino, osservare il suo linguaggio corporeo per cercare di comprendere cosa sta provando a dirci.

Non è importante che il bambino smetta di piangere ma che si senta ascoltato con calma e serenità e ciò una mamma può farlo solo se consapevole che per il suo bambino piangere non è necessariamente qualcosa di negativo ma semplicemente il suo modo di comunicare, di entrare in contatto con lei , di cercare il suo sostegno, di essere rassicurato.

E allora mamma e papà, come consiglia il bambino protagonista di una bella poesia di un anonimo del web – quando piango – ” non preoccupatevi troppo e sforzatevi invece di capire di cosa ho bisogno, così ci mettiamo tutti calmi e tranquilli. E fra poco si ricomincia…”

Di Velia Farinaro


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