Il ruolo paterno e quello materno: ecco le differenze

Nov 03, 12 Il ruolo paterno e quello materno: ecco le differenze

Molto si è detto del rapporto madre bambino, mentre sono ancora relativamente pochi gli studi sul ruolo paterno.

Negli anni 50 si considerava la mamma come l’unica responsabile dell’allevamento dei figli specie in tenera età. Il padre invece aveva solamente il compito di attuare il processo di separazione madre/bambino aiutando il figlio ad acquisire un ruolo via via sempre più autonomo. Il ruolo maschile era pertanto considerato più marginale e periferico.

foto relazioni bimboNegli anni 70 invece si è assistito ad un cambiamento di prospettiva: il bambino intreccia relazioni significative con l’ambiente (famiglia e contesto); in questo modo si è iniziato a rivalutare il ruolo della figura paterna già nei primi giorni di vita del piccolo. In particolare da alcuni studiosi è stata fatta una distinzione fra la competenza e l’esecuzione del ruolo paterno. I padri solitamente mostrano minori comportamenti di cura verso il bambino (bassi livelli di esecuzione) rispetto alle mamme, ma lo fanno in maniera altrettanto adeguata (alti livelli di competenza).

Foto mamma e bambinoQuali sono allora le differenze negli stili di allevamento fra i sessi? Lamb negli anni 80 ha indagato l’ affiliazione e l’attaccamento: l’affiliazione riguarda il legame tra genitore e bambino quando il piccolo si trova in uno stato di relativa tranquillità (il bambino sorride, esplora l’ambiente e vocalizza); l’attaccamento invece consiste in una ricerca di aiuto da parte del bambino (generalmente espressa attraverso il pianto) della figura di accudimento, quando si percepisce in una situazione di pericolo o difficoltà.

Questo studioso ha quindi scoperto che l’attaccamento viene diretto in misura maggiore verso la madre a differenza dell’affiliazione che è più rivolta al padre.

foto papà bambinoUn’altra differenza, e probabilmente maggiormente visibile ai genitori, è che le mamme prediligono dei giochi basati sullo scambio verbale o caratterizzati da una certa distanza (vedi il “gioco del cucù”); i padri invece preferiscono relazionarsi con il bambino attraverso un gioco più fisico fatto di un contatto corporeo stimolante e ritmico. Quest’ultimo tipo di interazione determina nel bambino una maggiore reattività e un maggiore interesse per le situazioni nuove facilitandogli l’ingresso nel mondo sociale.

Di Chiara Cicchese


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