Jacob Barnett: un autistico destinato al Nobel

Mag 24, 13 Jacob Barnett: un autistico destinato al Nobel

L’Huffington Post ha portato a conoscenza una storia commovente, quella di un ragazzo che oggi ha 14 anni e che all’età di due gli venne diagnosticato una forma medio-grave di autismo. I medici dissero ai genitori che il loro figlioletto non avrebbe mai parlato, ne tantomeno sarebbe stato in grado di fare nemmeno le cose più semplici della quotidianità, come leggere o persino allacciarsi le scarpe.

Loro, sconfortati, si fecero forza tra loro per affrontare al meglio il difficile futuro che gli si presentava davanti. Ma le cose non sono andate proprio così …

foto-jacob-barnett-KristineOggi questo bambino, il cui nome è Jacob Barnett, che appunto ha 14 anni, si è già laureato e sta per concludere il dottorato di ricerca in Fisica Quantistica e addirittura si parla di lui come di un futuro premio Nobel.

Il suo quoziente intellettivo è di 170, rispetto ad una media di 100: un valore molto ma molto più alto di Albert Eistein.

È iscritto all’università di Indianapolis da quando aveva 10 anni ed ha già pubblicato diversi studi su rinomate riviste scientifiche.

In un articolo critica addirittura la teoria della relatività di Eistein stesso.

Oggi si sa che Jacob soffre della sindrome di Asperger, un disturbo pervasivo dello sviluppo, accomunato da alcuni sintomi e segni caratteristici dell’autismo, che lo porta ad essere disinvolto in ambito accademico, tra formule e numeri ma ad avere enormi difficoltà a relazionarsi con gli altri nella vita di tutti i giorni.

foto-jacob-barnett.Con la sua famiglia ha fondato una associazione, la Jacob’s Place, per sensibilizzare tutti coloro che vengono a contatto con persone affette della sua stessa patologia.

Oltre ad essere uno scienziato è anche un imprenditore e uno scrittore. Presto uscirà un libro scritto da lui e da sua madre in cui racconta la sua storia e che, si dice, diverrà presto un film.

Un esempio quello di JacobBarnett, che come ha detto sua madre KristineSpero che aiuti i bambini a capire che possono veramente arrivare dove vogliono”.

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di Anna Chianese


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