La diarrea

Nov 15, 12 La diarrea

La diarrea è la prima causa di morte nei paesi sottosviluppati e uno dei principali motivi per cui un bambino viene ricoverato in ospedale. Da questo appare evidente che ci troviamo di fronte ad un evento molto frequente in età pediatrica, al punto che quasi tutti i bambini ne hanno sofferto almeno una volta.

La diarrea è definita come un aumento del volume del contenuto idrico e del numero delle evacuazioni durante una giornata. Non basta che sia presente mal di pancia e scariche liquide e ovviamente dipende dall’età del bambino, nel primo mese di vita un lattante evacua anche sei volte al giorno, ma non per questo ha diarrea. Devono essere presenti feci poco formate fino ad essere completamente acquose o con muco o tracce di sangue, spesso molto maleodoranti aumentate di volume e di frequenza.

La dissenteria è un mezzo attraverso il quale il corpo si libera di sostanze tossiche, germi patogeni o scorie alimentari. Parliamo di un sintomo di una malattia che si nasconde e che la provoca. Se è coinvolto solo intestino si chiama enterite o se anche lo stomaco con la presenza di vomito abbiamo una gastroenterite.

foto bimbo vaterSe non viene rimossa la causa non passerà l’enterite sia essa acuta (con una durata inferiore alle due settimane) o cronica con una durata superiore alle due settimane.

La diarrea acuta è prevalentemente provocata da patogeni che causano infezioni intestinali. Le enteriti acute possono essere causate da virus, batteri, parassiti o funghi, sbalzi di temperatura o essere psicosomatiche. Nel 50% dei casi sono virus il più frequente è il Rotavirus. Diarrea lieve: scariche poco frequenti e abbondanti. Diarrea grave: scariche diarroiche molto abbondanti e frequenti. La diarrea cronica può essere provocata da malattie organiche non infettive o allergie alimentari. Spesso si presenta con una forma intermittente o cronica e può essere una spia della celiachia o di malattie infiammatorie dell’intestino

La maggior parte delle enteriti possono essere curate a casa e non richiedono il ricovero, ecco i possibili sintomi:

  • dolore addominale e crampi, spesso come primo sintomo, febbre, diarrea, perdita dell’appetito, nausea, vomito, perdita di peso, disidratazione è il pericolo maggiore e bisogna tenerla d’occhio.

foto bimba vomitoLa diarrea di lieve intensità guarisce in modo spontaneo senza bisogno di antibiotici o antivirali, non bisogna somministrare antidiarroici se non prescritti dal medico, piuttosto idratare il bambino con liquidi ed elettroliti, per sostituire i liquidi persi nei bambini disidratati e se il bimbo è allattato al seno continuare l’allattamento a richiesta, senza mai sospendere l’allattamento.

Proseguire con il solito latte a meno che non venga prescritto altro dal pediatra e non dare da bere te o bevande per uso sportivo, che non hanno un corretto rapporto di zuccheri e sali o bevande contenenti caffeina che irritano l’apparato gastroenterico.

Tra l’altro far bere al bimbo piccoli sorsi per permettere all’intestino di assorbire l’acqua o la sostanza reidratante: non fare una soluzione reidratante fai da te ed evitare di dare al bambino cibi grassi, cibi ricchi di fibre vegetali grezze e di scorie, che accelerano il transito e lo svuotamento intestinale ma preferire riso bollito molto cotto e poco scolato.

foto vasinoE’ invece necessario chiamare urgentemente il medico in caso di:

  • diarrea grave con sangue o muco, se il bambino ha meno di tre mesi, febbre superiore a 39°, vomito severo, mancata reidratazione, mal di pancia grave, se le scariche sono più di quattro- sei o se è associato a vomito ripetuto.

Quanto alla disidratazione è necessaria visita medica se il bambino:

  • ha un pianto senza lacrime, pizzicando la pelle appare poco elastica, secca e fredda, è assonnato o molto irritabile, ha occhi spenti affossati, polso molto rapido, i pannolini sono asciutti per sei/otto ore in un lattante o fino a 12 ore in età superiore ai 12 mesi.

Quanto alla prevenzione è bene lavarsi bene le mani e lavare con cura frutta e verdura e gli utensili della cucina, tenete separate le zone in cui mangiano gli animali domestici dalla cucina e fare attenzione all’uso della carne poco cotta.

Di Roberta Tonini


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