La gioia del parto nonostante la menopausa

Dic 29, 12 La gioia del parto nonostante la menopausa

“Ho avuto un figlio nonostante la menopausa precoce”. Sono le prime righe di una lunga intervista ricavata dalla rivista Glamour Italia che catturano la mia attenzione perché parlano di quella piccola ma sensibilissima percentuale di donne le quali, per plurime ragioni (tumori, cattive abitudini alimentari, stress cronico ecc), entrano in menopausa molto prima dei 40 anni. L’esperta chiamata in causa, ovvero la nota ginecologa Alessandra Graziottin (spesso la si vede comparire in numerosi e altrettanto conosciuti programmi televisivi) asserisce che tale fenomeno, ovvero quello della menopausa precoce (sotto i 45 anni) colpisce, a livello statistico, circa 5 donne su 100, mentre quella precocissima (sotto i 40 anni) 1 su 100.

Che cosa dovrebbe mettere in allarme una donna che potrebbe rientrare in questa casistica? Esistono dei sintomi riconoscibili e riconducibili a tale fenomeno? Ebbene sì; sempre riconducendoci alla linea di pensiero della dott.ssa Graziottin, sembrerebbe opportuno prestare la debita attenzione e consigliabile compiere i dovuti accertamenti, se si inizia a notare la comparsa di:

  • foto vampateirregolarità del ciclo mestruale;
  • vampate;
  • secchezza vaginale.

Nel caso in cui la diagnosi confermasse la menopausa precoce (o imminente), ma il desiderio di avere un figlio fosse più forte di qualsiasi altra cosa, allora potreste intraprendere la via del reclutamento e della stimolazione dei follicoli primordiali, oppure, scegliere la fecondazione eterologa, tenendo sempre ben in considerazione che entrambi i procedimenti non offrono soluzioni miracolose né tantomeno certe.

Vi riporto alcuni passi della storia di Simona, una donna coraggiosa e determinata che, alla giovanissima età di 22 anni, è entrata in menopausa ma non ha rinunciato a dare la vita ad un’altra creatura, la sua splendida bimba di nome Viola.

«Ho 40 anni e sono mamma da pochi mesi. Ne avevo 22 quando sono entrata in menopausa a causa della chemioterapia. Avevo accettato l’idea di non avere figli. Mi dicevo che forse un giorno li avrei adottati. Ma poi c’è stato un incontro fortunato: una ginecologa mi ha spiegato che avrei potuto cercare una gravidanza utilizzando l’ovocita di una donatrice e l’inseminazione in vitro. In altre parole, ricorrendo alla fecondazione eterologa, che in Italia non è consentita. Mi sono confrontata con Claudio, mio marito, e abbiamo deciso di tentare. foto donna incintaAbbiamo scelto la Spagna. La preparazione è stata semplice: per un mese ho assunto estrogeni e progestinici per preparare l’endometrio ad accogliere l’embrione. […] I medici hanno raccolto le nostre caratteristiche per trovare una donatrice compatibile e che mi somigliasse fisicamente. […] Poi hanno raccolto e congelato il seme di mio marito. La donatrice è stata trovata poco dopo. La fecondazione degli ovociti è stato il passaggio successivo. A un mese di distanza siamo tornati per trasferire l’embrione nel mio utero: un procedimento ambulatoriale, veloce e indolore. Eravamo molto, molto emozionati. Ma cercavamo di non darlo a vedere. […] avevo la sensazione che… sarebbe andata bene! Come quando mi ero ammalata: avevo paura ma ero certa che sarei guarita. […] La gravidanza è andata bene: l’ho vissuta con curiosità e serenità, fotografando tutto, passo dopo passo, con Instagram. Viola, la mia bambina, è nata con il parto naturale e la sto ancora allattando. Le stiamo già raccontando come è andata. E oggi lo faccio anche qui per dare una testimonianza positiva e per infondere fiducia a chi è nelle mie stesse condizioni» (tratto da Glamour, n. 250 dicembre 2012).

foto ecografiaUna prova di vita forte quella di Simona che regala un sorriso, una speranza a chi ha gettato la spugna, o pensa di farlo, a chi crede che non sarà più possibile vivere e condividere la gioia della maternità. Noi donne siamo in grado di sconfiggere mali più grandi perchè siamo delle combattenti, coltiviamo lo spirito e il desiderio di essere e diventare madri che, in casi come quello di Simona, permette di affrontare e superare ostacoli, a prima vista insormontabili ma non impossibili.

Di Stefania Nardi

 


Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CAPTCHA * Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.