L’acetone: cos’e’, come si cura e come prevenirlo

Mag 27, 13 L’acetone: cos’e’, come si cura e come prevenirlo

Se si nota che il bambino appare inappetente, fuori forma o è febbricitante, può soffrire di acidosi chetonica. L’acidosi chetonica è conosciuta anche come acetone ed è un disturbo che sorge a causa di un’alimentazione scorretta, digiuno o contemporaneamente a febbre alta. Spesso è sintomo di una difficoltà congenita dell’organismo, o una predisposizione a quota condizione.

I più colpiti sono i bambini dai 2 ai 6 anni, ma questo disturbo, di solito, diventa meno frequente sotto i 5 anni. Spesso dipende anche dalla costituzione dei bambini, perché è stato notato che i bambini più piccoli e più magri sono maggiormente predisposti al fenomeno. Solo nei casi più rari il disturbo si protrae oltre gli 8 anni, ma è bene sapere come riconoscere e cosa fare per arginare il fenomeno.

foto-acetone-bambini.Prima di tutto, è bene dire che l’acetone non è una malattia, ma solo un disturbo collegato al metabolismo o ad alcune malattie. E’ una condizione transitoria, risolvibile correggendo per un periodo la dieta. L’acetone si puo’ riconoscere attraverso l’odor caratteristico delle urine e dell’alito, come se ci fosse della frutta andata a male o come il classico solvente per smalto, mentre se è presente anche il vomito, di solito esso diventa liquido e assume, in certi casi, colore verde bile, oltre ad avere una consistenza molto liquida. Il bambino avverte un senso di malessere generale, può avere delle occhiaie molto marcate, accusare dei dolori all’addome o alla testa ed essere inappetente, debole e triste.

Il fenomeno dell’alito cattivo si spiega perché in condizioni di stress, l’organismo, dopo aver esaurito le sorte di zucchero, inizia a consumare le riserve di grasso, producendo delle particelle difficili da smaltire, cioè i corpi chetonici. Uno di queste è l’acetone. La sostanza evapora con facilità e viene eliminata facilmente dall’organismo attraverso la respirazione, ma a contatto on l’aria sprigiona l’odore caratteristico. E’ questa la principale causa dell’acetone, ma può essere che il metabolismo produca questa sostanza in quantità superiore al fabbisogno e che venga eliminata attraverso le urine e la respirazione. La maggior parte delle volte, basterà somministrare al bambino acqua e zucchero e seguire una dietain bianco” per farlo sentire subito meglio.

Per sapere con certezza la diagnosi, basterà portare il bambino dal pediatra o acquistare in farmacia l’apposito test. Non si deve fare altro che raccogliere qualche goccia di pipì e confrontare la tonalità che appare sullo stick, la quale indicherà il livello di acetone presente. Se invece il test è negativo, vuol dire che la causa del malessere andrà cercata altrove.

E’ importante reidratare il bambino in caso di vomito con bevande zuccherate, per permettere a metabolismo di usare gli zuccheri come combustibile. Se il bimbo si dovesse riprende, fargli mangiare cibi come fette biscottate con il miele, biscotti secchi, latticini light, tè o camomilla zuccherati e monitorando, sempre usando il test, la quantità di acetone presente, accelererà la sua ripresa e nel giro di pochi giorni ritornerà in forma.

In rarissimi casi, i livelli di acetone non accennano ad abbassarsi, quindi è meglio chiamare il pediatra e valutare con lui il ricovero in ospedale, dove gli verranno applicate delle flebo con soluzioni arricchite di glucosio.

foto-acetone-bambiniPrevenire l’acetone si può, seguendo un regime alimentare vario, povero di fritti, cibi grassi e dolci. Nei giorni di crisi, meglio evitare la cioccolata, i latticini fatti con latte intero, merendine ripiene e confezionate, carni rose, uova, insaccati e condimenti troppo pesanti, mentre vanno bene i classici, come il brodo di pollo o di verdure, la carne bianca, i latticini fatti con latte scremato, i legumi, la frutta, le bevande zuccherate, il miele. Andrebbero bene le verdure cotte al vapore, ma raramente i bambini le mangiano!

Una bevanda da tenere sempre a portata di mano sarebbe la spremuta di arancia mischiata con tè zuccherato, con l’aggiunta di un pizzico di sale. Essa riequilibra non solo gli zuccheri, ma anche i sali minerali.

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di Elisabetta Coni


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