L’esame della placenta per diagnosticare l’autismo

Apr 30, 13 L’esame della placenta per diagnosticare l’autismo

Generalmente, l’autismo di un bambino lo si scopre intorno al terzo anno di età, in qualche caso, anche a quattro anni. Il motivo è molto semplice: la maggior parte dei genitori non riconosce i sintomi, pensando che la mancanza di gestualità o il ritardo nel parlare siano causa di altre patologie o di un lieve ritardo dello sviluppo.

Si sta approfondendo uno studio che permetterà agli esperti medici di diagnosticare l’autismo immediatamente dopo la nascita, eseguendo l’esame della placenta.

foto-mamma-bambinoMolti esami vengono attualmente fatti attraverso questa importante membrana, in quanto ogni possibile patologia si può riscontrare sulla placenta stessa.

Gli studiosi della Yale School of Medicine hanno analizzato 117 placente di bambini nati da famiglie nelle quali c’è almeno un membro affetto da autismo, mettendole a confronto con 100 placente di bambini considerati normali. E’ stato evidenziato che nelle prime, vi era una alterazione al tessuto cellulare che serve a nutrire l’embrione, mentre nelle seconde non si riscontravano particolari alterazioni. Secondo gli esperti, esaminare la placenta dopo la nascita permetterà di valutare i rischi nel contrarre la Sindrome di Asperger, oltre a scoprire altre gravi patologie ed intervenire in tempo. Questa specifica alterazione ha elevate probabilità di portare il bambino a sviluppare l’autismo.

foto-mamma-bambino.Con una diagnosi tempestiva e precoce, si potrebbero sviluppare terapie apposite sin dalla tenera età e controlli specifici per la prevenzione.

L’autismo, ad oggi, viene considerato dalla comunità internazionale un disturbo dello sviluppo, che di solito si manifesta entro i tre anni. Le perone autistiche possono avere dei problemi di comportamento,, non parlare e assenza di gestualità. Di solito, può essere associato a patologie quali l’epilessia o la sindrome di Down.

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di Elisabetta Coni


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