L’importanza del riferimento sociale nel bambino

Feb 02, 13 L’importanza del riferimento sociale nel bambino

Chi si occupa di neonati avrà notato che quando il bambino entra in contatto con un oggetto o una persona a lui sconosciuti dapprima li osserverà per un breve periodo e poi metterà in atto una qualche azione: cercherà di toccare l’oggetto o al contrario se ne vorra’ ritirare.

Tuttavia, verso i 9 / 10 mesi le cose cambiano facendosi più complesse: il bambino non si limiterà più a guardare solamente lo stimolo nuovo ma cercherà attivamente dei suggerimenti da parte delle figure a lui famigliari che lo guidino su come comportarsi in questa nuova situazione. Ciò che metterà quindi in pratica è determinato sia dalla propria personale percezione dello stimolo alla quale si aggiunge la reazione degli altri; è proprio quest’ultimo punto ad essere definito dagli psicologi: ricerca del riferimento sociale.

foto bimbo giocoSono stati fatti diversi studi al riguardo: uno di questi è quello di Klinnert del 1984 che ha osservato le reazioni di bambini di 12 e 18 mesi davanti a dei nuovi giocattoli.

Come previsto i bambini davanti alla novità si mostravano incerti e quindi cercavano dei suggerimenti osservando le proprie mamme che erano state precedentemente istruite dallo sperimentatore sul tipo di espressione da assumere (sorriso, espressione di paura o neutralità). L’esperimento rilevò quindi che i bambini erano in grado di identificare gli stati d’animo delle mamme e di comportarsi di conseguenza: se la mamma sorrideva il bambino si allontanava da lei per avvicinarsi al giocattolo, se mostrava paura faceva l’opposto mentre nel caso di un’espressione neutrale i bambini assumevano un’espressione intermedia.

foto bimbo mammaE’ evidente però che non tutti possono essere scelti dal bambino come referenti sociali, ma solo coloro che gli suscitano un adeguato livello di sicurezza.

L’essere a conoscenza di questo meccanismo può aiutare i genitori a far vivere più serenamente una nuova esperienza sgradevole ma necessaria ai propri bambini come può essere ad esempio l’ospedalizzazione perché se i genitori si mostrano, per quanto possibile, sereni e a proprio agio in questa situazione, allora il bambino tenderà a essere più tranquillo.

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Di Chiara Cicchese


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