L’iperattivita’ e la plusdotazione nel bambino

Apr 05, 13 L’iperattivita’ e la plusdotazione nel bambino

La maggior parte delle mamme al posto di parlare di iperattività e plusdotazione, ne preferisce una terza, apparentemente più semplice: “vivacità”.

“Mio figlio è solo molto vivace, non sta mai fermo” oppure “Non segue tanto a scuola ma è perchè è irrequieto!”

Queste sono le più comuni risposte di molte mamme e papà al comportamento dei loro figli, e spesso sono anche valide ed appropriate. In alcuni casi però bisogna appurare se davvero si tratta solo di tanta vivacità o se c’è dell’altro e soprattutto, di cosa si tratti.

L’iperattività infatti non è una “grave malattia” quanto piuttosto una “diagnosi difficile” e in alcuni casi può degenerare certo, ma di per sè va semplicemente “incanalata” nel modo giusto (se si pensa che un iperattivo e plusdotato è il motociclista Valentino Rossi..!).

foto-bimbi-iperattivi...Ma di cosa si tratta?

L’iperattività non è “classificabile”, o per meglio dire, non vi è un caso “standard”: in linee generali comporta calo dell’attenzione, agitazione, distrazione e sovraeccitabilità.

Gli esperti identificano tre diverse tipologie, sempre generali:

  1. i disattenti, coloro nei quali è maggiore il calo di attenzione;
  2. gli impulsivi, coloro i quali tendono ad agire spesso in modo aggressivo;
  3. i combinati: coloro i quali hanno entrambe le caratteristiche precedenti.

L’iperattività è quindi chiaramente una sindrome molto complessa, colpisce più i maschi che le femmine, ma il vero problema è che spesso vienegestita male”, soprattutto a scuola e a volte anche in famiglia.

Tutto sta nel non sottovalutarla, nel non minimizzare il problema scambiandola per semplice “vivacità“, attribuendo magari una speranzosa soluzione alla “fase della crescita”.

foto-bimbi-iperattivi..Nel caso in cui oltre alla vivacità nel bambino, si hanno comportamenti troppo impulsivi, deficit di attenzione e concentrazione, è bene contattare uno specialista.

L’iperattività va curata?

Non nel modo in cui si suol pensare. Purtroppo i bambini di oggi crescono dare medicinali di ogni sorta e si pensa sempre che possa esistere la medicina giusta per ogni cosa; in questo caso si potrebbe ovviare verso la strada degli psicofarmaci ma è bene fare molta attenzione. Spesso l’iperattività va risolta semplicemente “incanalandol’energia del bambino in qualcosa che non lo annoia ma anzi lo gratifica, lasciandolo libero di sforgarsi e cercando di non limitarlo troppo nei movimenti.

Anche a scuola, campo molto più difficile da gestire, i bambini iperattivi vanno aiutati a trovare il loro personale percorso didattico, che spesso può essere differente da quello del resto della classe e, alle volte, anche da quello dell’insegnante.

Spesso i bambini iperattivi sono anche plusdotati ossia hanno un QI al di sopra della norma. Purtroppo però accade che, essendo irrequieti ed annoiati, faticano a stare dietro ai banchi e alle volte gli insegnanti scambiano questa loro difficoltà per mancanza di rispetto nei loro confronti: risultato, applicano metodi più severi magari sgridandoli e, naturalmente facendo muro contro muro, ottengono il risultato opposto.

foto-bimbi-plusdotatiI ragazzi plusdotati hanno una sensibilità maggiore agli stimoli esterni e quindi tendono a distrarsi facilmente; spesso accade che se un argomento liattira” si “accendano” improvvisamente dando risposte pertinenti e spesso brillanti, ma altrettanto velocemente tendono aspegnersi“, ritornando nel loro mondo, una volta perduto l’interesse per l’argomento o una volta che esso sia cambiato.

Questo spiega il perchè di scarsi risultati scolastici per ragazzi che, spesso anche incosapevoli, hanno un QI molto elevato.

In sintesi, dal mio punto di vista, preferirei non chiamare “l’iperattività” col nome di malattia: in realtà basta semplicemente incanalare questa loro energia in qualche attività che a loro piace e, se lasciati un pò più liberi, troveranno sicuramente qualcosa.

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di Tata Rossella


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