Lo svezzamento: educare il bambino a mangiare

Ott 17, 12 Lo svezzamento: educare il bambino a mangiare

Lo svezzamento è una tappa importante nello sviluppo del bambino e consiste nell’introduzione di alimenti diversi dal latte materno (o artificiale). Questo è un momento delicato dove il piccolo deve adattarsi a gusti diversi ma anche ad una modalità di assunzione dei cibi mai provata prima.

È bene che lo svezzamento inizi verso i sei mesi, a partire dal momento della cosiddetta merenda con una frutta grattugiata od omogeneizata, per poi procedere con quello “a tavola” e che prima di questo importante momento, il neonato sia alimentato preferibilmente con latte materno (ove possibile).

Foto svezzamentoL’introduzione dei nuovi alimenti deve essere fatta in maniera graduale e al bambino devono essere dati alimenti facilmente digeribili e poco allergizzanti. Pertanto bisogna aspettare almeno 6/7 giorni prima di inserire nella dieta un nuovo cibo in modo da escludere eventuali disturbi legati al nuovo alimento come può essere un’intolleranza o un’allergia.

Una classica sequenza di introduzione degli alimenti è così organizzata:

  • frutta (pera, mela e banana e dal 9° mese gli agrumi);
  • verdura (zucchine, fagiolini, patate, carote, lattuga e dopo il 7° mese legumi, broccoli);
  • Foto svezzamentocereali (riso, mais e quelli contenenti glutine);
  • pesce (platessa) e carne (tacchino, coniglio, pollo, vitello, manzo, agnello) inizialmente liofilizzati, poi omogeneizzati;
  • dopo l’8° mese, pesce e carne fresca ma ben cotta;
  • dal 9° mese le uova ma solo il tuorlo;
  • dopo l’anno i pomodori, le uova intere ed in generale seppur con le dovute accortezze tutti gli alimenti.

E’ opportuno iniziare lo svezzamento a cominciare dall’ora di pranzo, preparando ad esempio un brodo vegetale le cui verdure inizialmente saranno filtrate e poi schiacciate oppure una crema di cereali con carne, olio extravergine di oliva e parmigiano.Foto allattamento

Appena il bambino si è adattato al nuovo pasto (che richiede un tempo variabile per ciascuno e non deve essere forzato in alcuna maniera), si può introdurre anche la cena: è bene sottolineare che tutti i preparati devono essere privi di sale.

Negli rimanenti pasti, di solito due, mattina e sera, si continuerà a somministrare il latte ma sempre materno o artificiale.

Di Chiara Cicchese


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