Mamma single: no alla violenza contro donne e bambini

Apr 09, 13 Mamma single: no alla violenza contro donne e bambini

L’Ufficio d’Informazione del Parlamento Europeo, nelle sedi di Milano e Roma, ha promosso, nel mese di Marzo, un ciclo di incontri legati al progettoL’Europa per le donne”. I seminari proposti hanno toccato le varie sfumature del tema scelto, per l’anno in corso, dalla Commissione Donne del Parlamento Europeo: “L’impatto della crisi economica sulla parità di genere e i diritti delle donne”. L’obiettivo è quello di aprire una riflessione sulla condizione delle donne in modo da valorizzare e promuovere la vita associativa femminile. Si è discusso di formazione e imprenditoria, servizi all’infanzia, violenza sulle donne, cooperazione internazionale e pratiche di cittadinanza.

foto-violenza-donne..Il Parlamento Europeo offre visibilità a questioni delicate e preziose, proponendo dibattiti volti a destare le coscienze, a dare dignità alle donne. Del resto uno dei principi sanciti proprio dalla Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea e dal diritto comunitario è l’uguaglianza tra donne e uomini. È sufficiente rivedere, a tal proposito, l’Art.21 (“Non discriminazione: è vietata qualsiasi forma di discriminazione”) e l’Art.23 (Parità tra uomo e donna: deve essere assicurata in tutti i campi, compresi occupazione, lavoro e retribuzione”). La donna, infatti, sembra sempre più costretta a difendersi e a lottare per non veder violati i propri diritti proprio mentre la crisi economica peggiora le condizioni sociali e psicologiche delle persone più fragili e vulnerabili.

Mettere il mondo femminile al centro di attente riflessioni getta luce sulle tante difficoltà che una donna deve affrontare nella sua quotidianità.

Tra le direttive europee a tutela dei diritti delle donne e sull’uguaglianza di genere troviamo, a proposito, il Programma Daphne III. Si tratta della Decisione n° 779/2007/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio per prevenire e combattere la violenza contro i bambini, i giovani e le donne. Il Programma si attua sulla base di progetti di lavoro annuali nei quali i settori presi in considerazione sono legati al tema della violenza declinata nelle molteplici e sottili sfumature che questa può assumere. È data grande attenzione ai “gruppi a rischio” caratterizzati da una fragilità che li rende estremamente vulnerabili. L’obiettivo è proprio quello di prevenire e combattere la violenza contro i bambini, i giovani e le donne.

foto-violenza-donne.Parlare di violenza e prevenirla è importante tanto quanto mettere in atto buone pratiche sociali che sappiano rispondere ai bisogni e alle emergenze nascenti. La violenza domestica contro le donne e i bambini è troppo spesso al centro delle notizie di cronaca. Questioni di irrisolta complessità esplodono ferendone i protagonisti che si ritrovano a doversi inventare una nuova vita.

Da un lato c’è la parte “violenta” che va curata e accompagnata in modo che possa dare un significato alle proprie azioni e alla propria incapacità di gestire le emozioni. Dall’altro lato c’è la parte debole che, soffocata dal dolore, è portatrice di una rabbia silenziosa che deve trovare una via per mostrarsi e legittimarsi. In entrambi i casi, è necessario che ci sia un desiderio di “cura”.

Cura di sé, degli affetti, delle emozioni, della fragilità che che poi ha bisogno di essere accolta, riconosciuta, consolata.

La donna maltrattata che si ritrova a vivere una situazione di violenza, fisica e/o psicologica, è una persona in condizione di disagio che ha bisogno di cercare o ritrovare le sue potenzialità in modo da fronteggiare il presente, creando le basi per un futuro più dignitoso e accettabile. Un’esperienza simile, di per sé difficile e grave, diventa ancor più complicata quando ha tra i suoi protagonisti dei bambini. Una mamma che vuole prendere le distanze da un marito/compagno violento, liberando così i suoi figli da una quotidianità fatta di paura e rabbia, assume un compito di grande responsabilità che va sostenuto e accompagnato. Centri anti-violenza, case famiglia, pronti interventi e consultori creano una rete di servizi in grado di offrire una possibilità di rinascita per il nucleo famigliare.

foto-violenza-bambiniI bambini vanno altamente tutelati, all’interno di tali percorsi. Questo significa dare loro delle spiegazioni chiare e semplici attraverso le quali rielaborare la storia vissuta. Significa anche aiutarli a ritrovare fiducia negli adulti. La mamma che si ritrova ad essere genitore-unico, temporaneamente o in modo permanente, ha il delicato compito di crescere i figli in un momento di grande crisi esistenziale. Credere nel valore del legame mamma-bambino permette alle madri di affrontare disagi e timori in nome di una dignità che chiede rispetto.

Il supporto sociale che può derivare dall’essere accolti in una struttura residenziale offre lo spazio per poter ripensare la propria storia dandole un significato: si tratta di un ambiente neutro attraverso il quale ricreare ponti con altri soggetti e attraverso il quale scoprire nuovi bisogni e nuove relazioni.

foto-violenza-bambini.Il supporto può derivare anche dalla frequentazione di un consultorio o di un centro anti-violenza, dove la professionalità degli operatori permette di considerare e monitorare i vari aspetti legati alla situazione di disagio sperimentata.

Parlare di questo tipo di aiuti è significativo in quanto permette ad una donna di comprendere che la sua situazione di dolorosa solitudine può avere una fine. Una mamma che viene maltrattata dal compagno ha il diritto di dire “basta” e ha il diritto ( e il dovere) di garantire un futuro dignitoso ai suoi figli. Il diritto tutela l’interesse dei minori e per questo la loro integrità fisica e psicologica deve essere tenuta in grande considerazione.

Una madre che chiede aiuto, per sé e per i suoi piccoli, ha già compiuto il primo passo verso la libertà.

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di Alessandra Banfi

 


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