Ministro denuncia: 43% parti cesarei ingiustificati

Gen 27, 13 Ministro denuncia: 43% parti cesarei ingiustificati

Arriva dal ministro della Salute e Agenas, una denuncia sull’eccessivo numero di casi di parti cesarei, motivati da finte giustificazioni per le quali “Il bambino si era messo di traverso”!

Ebbene si, sembra proprio che dietro l’altissimo numero di parti chirurgici, ci siano false cartelle cliniche, con inesistente motivi di ricovero e quindi di parto cesareo perposizione anomala del feto”: cartelle false per un aumento del 7% al 50% dei parti cesarei.

Insomma, l’agenzia sanitaria delle Regioni ha rilevato un ricorso eccessivo al parto cesareo, cesarei inutili quindi, dettati da problematiche inesistenti, mosse a giustificare pratiche chirurgiche intraprese senza motivazioni sanitarie.

Pratiche, come rivela il ministero della Salute e Agenas, con un’incidenza nazionale del 7%, che sembrano essere intraprese soprattutto nelle regioni del Sud, con regioni come la Campania con una percentuale del 21% o la Sicilia con il 10%, con strutture singole, con ben il 50% degli interventi.

foto parto cesareoValori, come spiegano al ministero “… incompatibili con la distribuzione di questa condizione al parto nella popolazione e quindi hanno fatto sorgere il sospetto di una utilizzazione opportunistica di questa codifica, non basata su reali condizioni cliniche“.

Dati emersi, da un controllo a campione fatto su ben oltre 1.100 cartelle cliniche a livello nazionale, che rivelano non esserci corrispondenza nelle informazioni tra scheda di dimissione e cartella clinica. Problemi di chiarezza sui documenti ospedalieri, che non risultano coerenti tra loro nel 44% dei casi in Lombardia e Lazio, nel 78% in Sicilia, nel 56% in Puglia e nel 46% in Calabria, mentre di contro, in Veneto, Liguria, Val d’Aosta e nella provincia autonoma di Trento,non c’è alcuna differenza tra i due documenti!

Non da meno è poi da sottolineare che è stato rilevato, un numero enorme di cartelle cliniche ‘vuote’, senza alcuna documentazione, con percentuali, da Nord a Sud tipo: Sicilia 72%, Lombardia 31%, Lazio 24% e Calabria 23%.

Un risultato sorprendente che vede ben oltre il 43% di parti cesarei non necessari, in particolare al sud – con il 60% in Campania – per i quali, come dalle parole del ministro della Salute, Renato BalduzziSe questi dati provvisori fossero confermati al termine dell’indagine, si potrebbe dire che il Servizio sanitario nazionale sprecherebbe 80/85 milioni di euro l’anno per degli interventi non giustificati”.

foto parto cesareoUna constatazione molto grave, discorso monetario a parte, in quanto il parto cesareo, comporta rischi maggiori per la madre e per il neonato, rispetto al parto naturale con un rischio del decesso a causa di:

  • complicanze anestesiologiche e di lesioni urologiche, 37 volte maggiore;
  • laprobabilità di sottoporsi a laparotomia esplorativa post-partum del 18 %;
  • la probabilità di rottura dell’utero del 42% superiore.

A conclusione di questa triste realtà, come ha spiegato Cosimo Piccinno, comandante generale dei Nas dei carabinieriLe cartelle cliniche saranno trasmesse alle procure competenti perchè si potrebbero ipotizzare reati che vanno dalle lesioni personali gravi, alla truffa a carico del SSN, al falso in atto pubblico”.

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Di Mamma Melacotta


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