Omogenitorialita’: convegno nazionale sulle coppie omogenitoriali

Gen 04, 13 Omogenitorialita’: convegno nazionale sulle coppie omogenitoriali

La famiglia, l’idea stessa di famiglia e del ‘fare famiglia’ in questi ultimi decenni ha vissuto un forte cambiamento. Un cambiamento che ha progressivamente portato alla caduta di alcuni assunti materiali e teorici su cui si è fin ora retta l’idea di famiglia (co-residenza, coincidenza fra esperienza della procreazione e della gestazione). L’affacciarsi di un numero sempre maggiore di famiglie omogenitoriale fa cadere anche l’ultimo dei pilastri: quello dell’eterosessualità. A fronte di cambiamenti così importanti, la riflessione scientifica e le ricerche in questo settore, soprattutto in Italia, appaiono ancora non sufficienti”. Queste le parole di Antonietta Colasanto Consigliera di Parità della Provincia di Foggia intervenuta convegno.

Giornate Formative: genitori come altri, famiglie omogenitoriali, diritti e cittadinanza tenutosi il 13 e 14 dicembre e organizzato dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Foggia, in co-organizzazione con l’Ufficio della Consigliera di Parità della Provincia di Foggia.

foto coppie omogenitoriA curare le giornate di studio e di riflessione la professoressa Rosa Parisi, docente di Etnologia Europea, esperta di famiglie e nuove forme di famiglia e Giuseppina La Delfa, presidente dell’Associazione Nazionale Famiglie Arcobaleno.

L’iniziativa punta alla promozione di azioni positive finalizzate alla discussione, alla diffusione della conoscenza e dello scambio di buone prassi rivolte al contrasto delle forme di discriminazione omofobica e nei confronti le famiglie omogenitoriali.

Fra i relatori Vittorio Lingiardi, Nicola Carone, José Ignacio Pichardo Galán, Rosa Parisi, Angelo Berbotto, Alexander Shuster,   Fabio Corbisiero, Alessandra Gigli, Graziana Brescia, Elena Gentile, Sergio Lo Giudice, Giuseppina La Delfa, Laura Mentasti, Gigliola Toniollo, Antonella Cagnolati, Francesca Pardi, Milena Tancredi, Rossella Caso.

L’iniziativa si è svolta in due sezioni, una dedicata alla riflessione teorica e l’altra al confronto fra le politiche sociali di quelle amministrazioni che su queste tematiche hanno già adottato un orientamento volto a sostenere e promuovere diritti e dignità delle famiglie omogenitoriali. A chiusura delle due giornate, inoltre, ci sono stati due workshop, il primo dedicato alla letteratura per l’infanzia e alle case editrici che su questo terreno producono già da anni interessanti iniziative editoriali – come la Casa Editrice “Lo Stampatello” -, il secondo incentrato sulle storie di vita di quelle famiglie che vivono pubblicamente la loro scelta.

In Italia esistono non solo individui ma interi soggetti sociali totalmente privi di diritti, dimenticati dalla legge, emarginati dalla cultura dominante, costretti a vivere nell’oblio. Tra essi le famiglie omogenitoriali, nuclei familiari dove la coppia di genitori è omosessuale. Secondo lo Stato italiano, queste persone non possono sposarsi né avere figli (per farlo devono emigrare in altri Stati più evoluti in materia come Spagna, Stati Uniti, Canada, Portogallo, Argentina, Paesi Scandinavi), in definitiva non possono vivere normalmente i più umani dei sentimenti, quali l’amore e la genitorialità: divieti percepiti come profonde ingiustizie perpetuate dalla legge, dalla religione e dalla cultura dominante del “Bel Paese”, spesso vittima di disinformazione sul tema.

Nonostante tutto, le famiglie omogenitoriali sono ora più che mai determinate a emergere, a sensibilizzare la società civile alle loro problematiche, a studiare e a promuovere i loro diritti. Diritti che in altri Stati vengono garantiti: come in Inghilterra, storicamente nazione modello per l’evoluta normativa a tutela degli omosessuali, o nella cattolicissima Spagna dove dal 2005 persone dello stesso sesso possono unirsi in matrimonio, e accedere, addirittura dalla fine degli anni ’80, alle tecniche di fecondazione assistita eterologa, come ha spiegato Jose Ignacio Pichardo Galàn, antropologo dell’Università Complutense di Madrid, intervenuto, giovedì sera, nella giornata inaugurale della prima sessione italiana di studio sul tema.

“In Spagna”, ha spiegato il prof. Galàn durante il convegno “il 52 percento dei cattolici praticanti è a favore delle famiglie omogenitoriali; 1 coppia di lesbiche su 4 e 1 coppia di gay su 10 hanno figli per un totale di oltre 2800 bambini che vivono con genitori omosessuali nel pieno dei diritti giuridici”.

“La famiglia è una realtà culturale – ha continuato Galàn – e come tale la sua organizzazione cambia a seconda delle realtà storico-geografiche. La famiglia nucleare eterosessuale non è l’unica famiglia possibile, semplicemente quella che la cultura occidentale ha individuato come “naturale”, ma la realtà dimostra che in varie parti ed epoche del mondo esistono formazioni familiari differenti”.

“La famiglia con genitori omosessuali – ha sottolineato Giuseppa La Delfa – esiste da sempre (penso a casi illustri come quello di Oscar Wilde) ma purtroppo in Italia resta ancora troppo nascosta e sommersa. Io e la mia compagna abbiamo due figli, in Italia non abbiamo nessuna delle agevolazioni garantite alla famiglie ‘canoniche’, dall’eredità alla pensione di reversibilità, dall’assistenza sanitaria alle agevolazioni fiscali, dai diritti sul lavoro al sostegno statale alle famiglie: è per accedere a tutto questo che da anni combattiamo per il matrimonio omosessuale in questo Paese e ci siamo impegnati tanto affinché la discussione sul tema partisse proprio dai una città del Sud come Foggia”.

Il tavolo di studio ha visto l’intervento di studiosi di fama nazionale e internazionale, tra cui lo psichiatra e professore di psicologia dinamica Vittorio Lingiardi, che da anni fornisce importanti contributi scientifici sui temi dell’identità sessuale e dell’orientamento di genere ed è partito da alcune verità scientifiche sulla tematica frutto di numerose ricerche internazionali: “Autorevoli organismi scientifici come l’American psychoanalytic association – ha affermato Lingiardi – hanno dimostrato che i figli di coppie omosessuali crescono con lo stesso grado di salute mentale dei figli di coppie etero. Per il bambino l’unica cosa importante è sentire calore e attaccamento genitoriale intorno a sé. Di contro, l’unica cosa che può danneggiare la vita psichica del fanciullo è lo stigma della società verso la sua situazione familiare. La sessualità del bambino, inoltre, non viene influenzata da quella dei genitori”.

Successivamente Nicola Carone, suo allievo e collaboratore di ricerca, è entrato nel merito della sua ricerca, fondata sulla figura “dei prestatori di gameti” per la fecondazione eterologa dimostrando come il donatore di seme o la portatrice del feto in altri stati possano rappresentare un’opportunità di allargamento della famiglia e degli affetti per il figlio della coppia omosessuale.

Alexander Schuster, giurista del Gruppo Legale Famiglie Arcobaleno, ha poi fornito il quadro giuridico, ancora molto incerto e difforme, che norma i diritti delle coppie di fatto e delle famiglie omogenitoriali in Italia e in Europa.

Infine Angelo Berbotto, avvocato di diritto minorile e sostenitore delle Famiglie Arcobaleno ha illustrato le tappe storiche e la funzione del movimento Nelfa (www.nelfa.org) che da qualche anno difende i diritti delle famiglie omogenitoriali e il cui obiettivo è parificare in tutta Europa la giurisdizione in materia sul modello anglosassone. Dopo lo sguardo teorico generale del primo giorno, la seconda e ultima giornata del convegno foggiano ha approfondito il tema della famiglia omogenitoriale attraverso l’analisi di accademici e amministratori su istituzioni e politiche sociali, il racconto delle storie di vita e l’illustrazione della letteratura per l’infanzia interessate dal fenomeno.

Di Sarah Kay


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