Omogenitorialita’: intervista a Davide e Luciano due papa’ gay

Gen 30, 13 Omogenitorialita’: intervista a Davide e Luciano due papa’ gay

Luciano Tanganelli e Davide Sapienza sono una coppia stabile e dopo essersi sposati e anni di riflessioni, hanno deciso di dare forma al loro desiderio di paternità e sono nati due gemelli, Andrea ed Elisabetta, grazie ad una gestazione di sostegno negli Stati Uniti.

Oggi i piccoli hanno 7 mesi e vivono in Toscana con i due papà che abbiamo intervistato per voi.

Raccontateci un po’ come vi siete conosciuti, come avete maturato il desiderio di diventare genitori…

Davide: Noi ci siamo conosciuti a Catania in una discoteca. Dopo il caso ha voluto che andassi a Lucca a lavorare, il lavoro non andò bene e Luciano mi ha aiutò a Firenze… Insomma dopo un mese siamo andati a convivere: era ottobre 2003.

Dopo 6 anni ci siamo sposati a New York e nello stesso tempo già si pensava anche ai figli

Luciano: Quando due persone si amano e stanno bene, desiderare figli è una naturale evoluzione del rapporto.

foto davide e luciano papà gayIo ho sempre desiderato averne, ma essendo gay avevo abbandonando la questione. Poi Davide ha iniziato a esprimere la sua voglia di diventare genitore e ha trovato in me un ostacolo e piano piano ha fatto riaffiorare in me la voglia di diventare padre.

D. Mancava qualcosa per completare il rapporto .

L. Poi abbiamo cominciato a documentarci, abbiamo trovato Famiglie Arcobaleno e abbiamo iniziato a conoscere le prime coppie uomini che avevano figli… E alla fine sono nati Andrea e Elisabetta!

Però ci tengo a dire che è stata una cosa molto vagliata, ponderata e voluta.

Non è tanto la paura di affrontare il mondo esterno perché non mi sono mai nascosto, non l’ho sventolato ma a chi chiedeva ho sempre dichiarato la mia omosessualità.

D. Lui a differenza mia l’ha scoperta da giovane e io poi vivendo in un contesto diverso come la Sicilia ho fatto più fatica.

Crescendo si è evoluto anche il rapporto con l’omosessualità e la vita sociale. Lentamente tutto si è sciolto, poi con i figli con puoi più nasconderti.

L. Sai dove abbiamo trovato più resistenze? Proprio tra gli amici omosessuali che magari ci chiedevano: “Ma siete matti? Ma chi ve lo fa fare? ”.

Comunque facevamo una vita tranquilla: cene a casa di amici e si andava a ballare una volta ogni morte di papa!

Però i nostri genitori, i parenti, gli amici etero non ci hanno mai detto nulla di simile. Ovvio che si andava ad affrontare un grosso scoglio ma nessuno di loro ci ha mai detto “Perderete la vostra libertà!” Ma la mia libertà è per Davide e la sua è per me, le creature sono ciò che di più bello poteva essere per coronare il nostro amore.

Sul piano giuridico come stanno le cose? Vi siete in qualche modo tutelati?

L. No, non ancora, però siamo in procinto di tutelarci ora che ci sono i bimbi perché si chiamano come Davide e per lo Stato sono figli suoi, non hanno due papà. Quindi lo faremo presto.

Cosa direte ad Andrea ed Elisabetta quando cresceranno e inizieranno a fare domande?

L. I bambini sapranno tutto in maniera scaglionata. Appena riusciranno a capire sapranno come, dove sono nati, chi è stata la portatrice anche perché gliela faremo conoscere. Verranno messi al corrente di ogni cosa e ciò che ci premerà più tutto sarà far capire loro che sono nati con tanto amore e sono stati voluti con tutti noi stessi.

Darete loro una figura femminile di riferimento come una parente o un’amica?

L. Assolutamente. Ci sono le nonne, le zie e tante amiche. I bambini sapranno perfettamente che sono loro sono nati grazie alla bontà di una donatrice e hanno due papà.

D. All’inizio non ti nascondo che pensavo che magari potesse mancare un riferimento ai bimbi. Però prima di tutto questo non è mai stato accertato nonostante gli studi e questo ci ha rassicurato. In America esistono già 18 milioni di bambini che vivono in famiglie omogenitoriali e non hanno problemi.

L. E l’ultima sentenza della Cassazione ribadisce questo concetto!

D. Io non sono legato a mia madre perché è una figura femminile e a mio padre perché è una figura maschile. Non esistono genitori maschio o femmina, etero o omo, esistono buoni genitori e cattivi genitori.

L. C’è chi poi dice che i bambini saranno incentivati a essere omosessuali. Che sciocchezza: il bambino ha una propria sessualità a prescindere da quella dei genitori. Altrimenti come si spiegano tutti gli omosessuali che ci sono ora?

In Toscana nel 2013 nasceranno sei bambini figli di coppie omosessuali, con il vostro stesso metodo …

D. Nei primi 4 mesi dell’anno nasceranno ben 5 bambini! Eh sì siamo contagiosi – mi dicono ridendo.

Che consiglio vi sentireste di dare a due omosessuali che desiderano diventare genitori ma magari sono frenati dalla paura?

L. Direi due cose: la prima cosa è che diventare genitori è la cosa più bella che possa succedere a un essere umano, sia etero che omosessuale.

La seconda è di non lasciare andare mai i propri desideri. Se uno desidera diventare genitore, non lo accantoni mai perché omosessuale. Si può essere buoni genitori anche da omosessuali e non bisogna farsi condizionare dalla vita sociale che purtroppo cerca sempre di sommergerci in Italia.

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Di Sarah Kay


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