Parto anonimo da donna che non vuole essere nominata

Mar 21, 13 Parto anonimo da donna che non vuole essere nominata

Sempre più spesso si sentono storie di donne che partoriscono e abbandonano il proprio bambino in condizioni disumane … per strada, nel water di un fast food, in un cassonetto, … ai limiti della sopravvivenza: tante, troppe storie che non hanno motivo di essere perchè è bene sapere e far sapere che esiste il parto in anonimato.

Insomma, la legge italiana, tutela le donne che decidono di partorire in anonimato in ospedale, senza alcun obbligo di riconoscere il bambino ma permettendo così alla propria creatura di vivere!

Secondo la legge italiana infatti ogni donna, anche se priva di permesso di soggiorno, può recarsi a partorire presso un ospedale in totale anonimato – anche se spostata – secondo l’articolo. 70 del R.D. n° 1238/1939, modificato dall’art. 2 comma I della legge n° 127/97 e dal D.P.R. n° 396 del 3.11.2000, non essendo nominata né nel certificato di assistenza al parto, né nell’atto di nascita del bambino ma ricevendo comunque tutte le cure e l’assistenza necessaria.

foto neonatiUna possibilità ancora poco conosciuta forse, specie alle giovani donne e a quelle donne che si trovano in Italia illegalmente, come dimostrano i circa 3000 bambini che ogni anno, continuano ad essere abbandonati dopo la nascita, molti dei quali purtroppo in condizioni ai limiti della sopravvivenza, tanto che sovente, si concludono con tragici epiloghi.

E’ importante quindi sapere e far sapere a queste donne e a tutte le donne, che lo Stato italiano è obbligato a tutelare i neonati, che sono a rischio di abbandono e di infanticidio, riconoscendo quindi la facoltà alla mamma, di rinunciare al proprio bambino, dopo il parto.

Bambino, che dopo la nascita, se vivo, giuridicamente è un soggetto di diritto e quindi una persona cui sono riconosciuti tutti i diritti fondamentali.

foto neonatoIl neonato quindi e la sua mamma, hanno il diritto alla salute e quindi a ricevere una idonea assistenza medica, presso qualsiasi struttura ospedaliera nazionale e dopo il parto la donna, che vuole restare anonima, ha il diritto di non riconoscere il figlio, con tanto di dicitura nell’atto di nascita del bambino di “nato da donna che non consente di essere nominata ma se questo non bastasse a dare sicurezza alla mamma in quanto al suo anonimato, in alcuni ospedali italiani, come in quello di Firenze, esistono le cosiddette Termoculle, ove è possibile lasciare il bambino in assoluto anonimato, salvandogli la vita e dandogli la possibilità di essere adottato da una famiglia.

 

Di Mamma Melacotta


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