Parto: la dilatazione del collo dell’utero

Giu 01, 13 Parto: la dilatazione del collo dell’utero

La dilatazione del collo dell’utero è il processo dell’apertura della parte, nonché una fase che indica il parto. Durante la gravidanza il collo dell’utero è chiuso in maniera ermetica. A partire da 38 settimane, la parte si riaccorcia a causa delle contrazioni preparatorie al parto.

La dilatazione è sempre misurata in centimetri, durante una visita ginecologica interna. Quando i medici usano il termine dilatazione completa, significa che il collo dell’utero è a 10 cm e la donna è pronta a partorire. Esattamente come avviene per il controllo dell’accorciamento negli ultimi mesi della gravidanza, sarà il ginecologo a misurare la dilatazione e a valutare ogni fase del parto.

foto-uteroLe contrazioni che precedono il travaglio sono considerate di preparazione, anche se a volte sono avvertite dalla donna che partorirà in modo molto violento. Una volta confermato l’inizio del travaglio, bisognerà attendere almeno due ore, in modo che la dilatazione del collo dell’utero sia adeguata per far passare il neonato.

Per controllare se la dilatazione procede al meglio, la parte verrà monitorata tramite una ispezione vaginale, ma se non dovesse risultare efficace, solitamente si ricorre a una pratica chiamata amnioressi. In pratica, si dovrà rompere artificialmente il sacco amniotico, usando una specie di uncino. Ovviamente, la pratica dev’essere eseguita esclusivamente da personale medico.

Se la dilatazione prosegue il suo naturale percorso, non si dovrà che attendere la naturale rottura del sacco. Di solito, ci vorranno altre tre ore perché il parto avvenga, ma qualche volta può capitare l’urgenza di indurre la fase espulsiva, mediante una flebo di ossitocina, una sostanza che ha la funzione precisa di regolarizzare ed intensificare le contrazioni.

foto-dilatazione-collo-uteroRaggiunti gli 8-10 cm di dilatazione, la donna è considerata in dirittura di arrivo, nonostante l’ultima fase sia la più dolorosa e difficile da sopportare, in quanto le contrazioni diventeranno sempre più ravvicinate ed intense. Solo quando il collo dell’utero è dilatato in modo da coincidere con la circonferenza del cranio del neonato (e quindi da farla passare senza problemi) che la “quasi” mamma può cominciare finalmente a spingere.

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di Elisabetta Coni


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