Policlinico Umberto I: gli ultra’ sono entrati in sala parto

Gen 10, 13 Policlinico Umberto I: gli ultra’ sono entrati in sala parto

Novità dal reparto di Ostetricia e Ginecologia del Policlinico Umberto I di Roma, ove udite udite le scritte ultrà arrivano persino in sala parto!!!

Ebbene si, è una notizia che ha dell’incredibile ma pare che le pareti impiastricciate della sala d’attesa dell’unità di Ostetricia e Ginecologia del Policlinico Umberto I di Roma, abbiano reso questo luogo simile ad un comunissimo vagone della metropolitana, con scritte simili a “Ti porterò in curva Sud”.

Le pareti dell’Umberto I di Roma sono infatti ricche di ricordi dei papà ma anche i parenti, che mentre in sala di attesa attendevano nervosamente le partorienti, impegnate durante il travaglio ed il parto, per sfogare i propri sentimenti ed “ammazzare” la tensione dell’attesa, hanno pensato di incidere sul muro il ricordo del proprio passaggio, aggiornandolo persino durante tutta la loro permanenza, con scritte come «ancora niente», seguite da «sono le 19,30 e ancora aspettiamo» e a seguire «Ariel devi uscì per forza!!!».

foto umberto IInsomma i parenti in sala di attesa fanno per così dire il tifo per i nascituri e lasciano traccia ai posteri, del loro passaggio e delle loro emozioni, con tanto di pennarello indelebile, grazie al quale scrivono scritte per la maggior con tanto di data di nascita firmata da papà, zio, zia e a seguire cuoricini, stelline, coniglietti, civette, … ecceter, sino a  ritrattistilizzati.

Ma per coloro che non siano mai stati all’Umberto I, non si tratta del pezzetto di una parete ma di pareti e pareti intere, fino al soffitto e stando alle date delle nascite, il fenomeno è relativamente recente, perchè le più vecchie sono del 2010. Le frasi vanno dal semplice «E’ nato Matteo», «E’ nata Sara», «E’ nata Gaia», anche con nomi più ricercati, come Ruben, Daniel, Melania, Ginevra, Gaia, Jason, Melissa, Ariel, sino alle più elaborate frasi del prima e dopo la nascita come «Tizià sbrigate!!» e a seguire, una volta nato il bimbo «Tiziano ce l’hai fatta, m’hai fatto tribolà zio».

FOTO PENNARELLI INDELEBILINon mancano inoltre le scritte con tanto di pennarello rosso, quasi a sciogliere la lunga attenzione dell’attesa, con la scritta «Asia, finalmente sei arrivata, amore di mamma e papà» oppure una tal Nikole, con una k, grande mezza parete o anche frasi di gioia guardando al futuro come «Fra qualche anno te porto in curva Sud con me!» e purtoppo anche qui … quasi fossimo a scuola, gli organi sessuali maschili! 

Una tendenza che la direzione dell’ospedale ha provato a fermare con qualche cartello nel quale invitava a non imbrattare le pareti: appello, che però non è stato minimamente considerato ed anzi, tanto quanto prima trionfano i «Bello de zio je l’hai fatta. Bacione zio Bobby».

Che dire … chissà che un giorno venga in mente a qualche papà di passare alla bomboletta spray … oppure a qualcun altro di portarsi invece straccio e secchiello per ripulire il tutto nell’attesa? Voi che dite???

Di Mamma Melacotta


2 Comments

  1. Giuseppe /

    è semplicemente vergognoso. Io mi ero portato lo straccio e l’alcol per pulire ma i miei parenti me lo hanno vietato. É possibile però che nessuno pulisca stuttett qle utte?

    • Ciao Giuseppe, grazie del commento. Non so dirti purtroppo perchè questa parte dell’ospedale non sia ripulita da queste tante scritte, forse perchè qui non si trovano i malati in degenza o forse perchè per quanto i muri siano imbrattati, non sono comunque pericolosi dal punto di vista igienico/sanitario. Che dirti … il tuo gesto era comunque davvero bello ma probabilmente i tuoi parenti non hanno voluto cancellare quelli che ormai sono diventati ricordi, date, nomi, scritte di benvenuto … Un abbraccio …

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