Primavera: la stagione delle allergie

Apr 12, 13 Primavera: la stagione delle allergie

Con la primavera torna anche la stagione delle allergie ai pollini, della quale soffrono molto sia bambini che adolescenti, rispettivamente il 20 % e il 30 %.

Un’allergia fomentata dall’impazzata che riguarda il clima, con le temperature al di sopra delle medie stagionali, che sta cambiando il ciclo di vita di molte piante; così facendo, si allunga infatti il periodo di fioritura, di impollinazione e di conseguenza anche la stagione primaverile. Inutile dire che insieme a questo fenomeno, sono più lunghi anche i periodi di comparsa per i sintomi da allergie varie.

Precisamente, la stagione dei pollini non inizia con la primavera, bensì con il polline di cipresso, ossia verso gennaio-febbraio, concludendosi in tutta calma con l’ambrosia e l’artemisia verso settembre-ottobre. Ma la più alta concentrazioni di pollini nell’aria è ovviamente il periodo che va da aprile a giugno.
foto-primavera-allergie.I sintomi sono sempre gli stessi e sono sempre fastidiosi: starnuti, naso che cola, naso chiuso … costringendo a respirare tramite la bocca, prurito al naso, prurito agli occhi, lacrimazione, fame d’aria se si corre, occhi rossi, respiro rumoroso e talvolta respiro affannoso.

Il Presidente della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica e direttore della UOC Pediatria presso l’Ospedale San Giuseppe di Empoli, Roberto Bernardini, spiega che i sintomi allergici si presentano in oltre il 20 % dei bambini delle scuole elementari e in oltre il 30 % degli adolescenti; presentando congiuntivite, rinite e asma. Ma quali sono i pollini che causano allergie?
Questi pollini risultano essere in particolare quelli di graminacee, parietaria, olivo, cipresso, ambrosia, artemisia, betulla, nocciolo.
“Alcuni bambini possono essere allergici a più tipi di pollini, prodotti in vari periodi dell’anno, e quindi soffrire costantemente di allergia.” e sottolinea “È importante individuare quale preciso polline porta allergia al bambino, per poter attuare trattamenti specifici. La diagnosi deve obbligatoriamente essere eseguita da un pediatra specialista anche in allergologia e immunologia clinica, oppure con competenze nel settore.”

foto-primavera-allergie..Ed alla domanda fatidica se optare per il vaccino sì, o vaccino no, risponde Roberto Bernardini “Consigliamo vaccino sì! Per l’uso dei farmaci necessari per la cura del quadro clinico del bambino allergico, bisogna seguire le istruzioni dello specialista a cui ci si è rivolti.” e continua precisando che “Lo specialista, oltre ai naturali farmaci (quali possono essere antistaminici, cortisonici, antileucotrienici e decogestionanti nasali), può prescrivere anche quello che viene volgarmente chiamato vaccino per l’allergia.” e spiega “Questo vaccino appare in grado di avere maggior efficacia nel ridurre i sintomi primaverili e nel mantenere la riduzione degli stessi anche durante le stagioni polliniche successive.”

Ed ecco quindi, alcuni consigli per vivere meglio e scegliere le vacanze senza problemi, per riuscire a convivere con l’allergia ai pollini, grazie a poche e semplici regole:

  • nel periodo primaverile estivo, bisognerebbe evitare di uscire nelle ore centrali e più calde della giornata; poiché la concentrazione nell’aria di pollini è elevata;
  • bisogna fare attenzione al vento, che trascina i pollini, ed alla pioggia, che li frantuma in particelle senza perdere il potere allergizzante;
  • occorrerebbe aprire le finestre al mattino presto, e alla sera tardi, quando la concentrazione pollinica è bassa;
  • gli allergici dovrebbero essere prudenti quando vanno in campagna, evitando i luoghi in cui l’erba è da poco stata tagliata;
  • in vacanza, tra le località turistiche, optare per le zone di mare o d’alta montagna.

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di Mena


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