Squadre specializzate per ridare il sorriso ai bambini

Mar 16, 16 Squadre specializzate per ridare il sorriso ai bambini

Squadre specializzate per ridare il sorriso ai bambini nella palatoschisi, labiopalatoschisi meglio conosciuta come “labbro leporino

Squadre specializzate per ridare il sorriso ai bambini, nella cura di malformazioni quali la palatoschisi, labiopalatoschisi, che la collaborazione tra la Terapia Intensiva Pediatrica e la Chirurgia Maxillo facciale dell’Umberto I vede dare frutti davvero eccezionali.
foto-policlinico-umberto-I-romaCome spiega infatti il Professor Piero Cascone, Direttore della UOC di Chirurgia Maxillo Facciale: “Grazie alla sinergia con i pediatri e gli intensivisti siamo in grado di curare precocemente le malformazioni attraverso un unico intervento nei primissimi mesi di vita del neonato” e sottolinea “evitando eventuali complicazioni in età successive” quindi aggiunge “A questo proposito abbiamo sviluppato una tecnica di allungamento delle ossa facciali del bambino, attraverso l’applicazione di appositi “distrattori” grazie a cui è possibile intervenire senza l’uso della tracheostomia”.
Risultati di prim’ordine, che come aggiunge con estremo orgoglio il Professor Corrado Moretti: “Questo ci rende un centro di riferimento nazionale a cui vengono inviati pazienti che soffrono di palatoschisi da tutto il Paese.” e spiega “Capita spesso, per questo motivo, che ci affidino casi d’urgenza e, in diversi casi, i bambini ci sono stati portati a bordo dei Falcon dell’aeronautica militare”.
Risultati che vedono il Policlinico particolarmente attivo anche a livello internazionale, specie nei Paesi in Via di Sviluppo, ove le malformazioni facciali si manifestano frequentemente, con un rapporto di 1 ogni 500 neonati, in più stadi e a tutte le età, per via della mancanza di strumenti adeguati e della scarsa identificazione della patologia.
foto-professori-umberto-iIl Professor Cascone e gli esperti di Chirurgia Maxillo Facciale sono infatti impegnati con le organizzazioni internazionali, in missioni e trasferimenti in Africa, per formare i chirurghi locali e trasmettere le competenze utili all’identificazione precoce della malformazione, ed al conseguente intervento.


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