Staminali: curata bimba con paralisi cerebrale in Colorado

Mag 26, 13 Staminali: curata bimba con paralisi cerebrale in Colorado

C’era una volta una bambina nata praticamente perfetta. Era all’apparenza, una bimba sana e felice … tutto quello che i suoi genitori speravano per lei. Col passare del tempo però, mamma e papà si accorsero che c’era qualcosa che non andava: a 9 mesi il suo sviluppo non era adeguato per la sua età, o almeno, in confronto a sua sorella, sembrava che crescesse molto più lentamente. Subito dopo il suo compleanno, si scoprì che la bimba fu colpita a un ictus quando ancor era nella pancia della mamma e, a causa di questo, era affetta da paralisi cerebrale.

Il nome della bambina è Chloe Levine ed è una bambina americana che abita tutt’ora a Denver, nel Colorado. La madre, visibilmente commossa mentre racconta la sua storia, ricorda che quando i dottori pronunciarono la diagnosi si sentì la terra mancarle sotto i piedi, anche perché nessuno le aveva lasciato neanche la speranza di una possibile cura, a parte terapie mirate per il linguaggio e per lo sviluppo fisico.

FOTO-STAMINALI.I genitori, per nulla rassegnati a vederla disabile per tutta la vita, si dedicarono completamente alla ricerca di una cura per la loro bambina.

A volte, il destino da’ una mano … perché i Levine, al momento della nascita di Chloe, hanno scelto di conservare il suo cordone ombelicale, quindi si chiesero se fosse possibile usare le cellule staminali del cordone ombelicale per migliorare le condizioni di salute della loro bambina. E, per un caso, la dottoressa Joanne Kurtsberg, professoressa di pediatria e patologia presso la Duke University, sta conducendo uno studio approfondito sulla paralisi cerebrale e sui benefici dell’infusione on e cellule staminali prelevate dal cordone ombelicale.

All’età di due anni, Chloe riceve la sua prima e ultima infusione di cellule staminali provenienti dal suo stesso cordone, mediante un piccolo intervento della durata di 15 minuti. Nonostante i due erano stati preparati dalla dottoressa a un possibile fallimento della terapia e al fatto che i primi benefici potessero arrivare anche dopo molto tempo, i Levine non smisero un attimo di sperare.

foto-cordone-ombelicaleLa dottoressa preventivò che i primi miglioramenti sarebbero stati visibili dopo sei mesi o un anno, ma Chloe, essendo una bambina speciale, dopo soli quattro giorni si poteva vedere che sul lato destro la rigidità si era allentata notevolmente e le sue capacità linguistiche erano migliorate tantissimo. Ora che è diventata più grande, è in grado di pedalare e usare la mano destra.

Per quanto riguarda lo studio della dottoressa Kurtsberg, verrà ampliato con un trial clinico per appurare, in maniera oggettiva, se le cellule staminali sono in grado di aiutare altri bambini nelle stesse condizioni di Chloe, in quanto non si sa ancora con certezza se una sola infusione basti o meno, considerando che molti bimbi hanno cellule staminali sufficienti per una sola infusione.

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di Elisabetta Coni


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