Una nuova opportunità di vita per mamme maltrattate

Mag 21, 13 Una nuova opportunità di vita per mamme maltrattate

La donna che sceglie di interrompere un’esperienza coniugale segnata da maltrattamenti e abusi (fisici e/o psicologici) offre a se stessa e ai propri figli l’opportunità di ritrovare serenità nella creazione di un nuovo percorso aperto ad un futuro responsabile e sano.

Nel nostro paese esistono molte comunità in grado di accogliere mamme in difficoltà nel momento in cui la situazione familiare sia così grave da richiedere una tutela alta dell’intero nucleo. L’emergenza scatta, solitamente, nel momento in cui gli agiti aggressivi dell’adulto maltrattante diventano parte della quotidianità e non permettono una condizione di vita dignitosa e segnata dal rispetto. Naturalmente ciò che viene tutelato, prima di tutto, è il benessere del minore che, insieme alla mamma, viene allontanato dalla situazione potenzialmente pericolosa in cui si trova. A volte l’unica soluzione, di fronte ad una violenza quotidiana e gratuita di massiccia gravità, è proprio quella di staccarsi dal quotidiano per poter sperimentare uno spazio in cui ricominciare a restituire un senso alla propria esistenza, cercando di comprendere quanto avvenuto nella esperienza drammatica condivisa con i propri figli.

foto-mamme-maltrattate.Affrontare un progetto comunitario non è certamente semplice, a partire dal fatto che abbandonare casa, amicizie e luoghi conosciuti è doloroso sia per la mamma che per i figli. Infatti nelle situazioni più delicate si rende necessario un allontanamento importante attraverso il quale si cerca di dare una tutela completa alla famiglia che si è spezzata e che cerca di ricucire poi lo strappo. Naturalmente questo strappo non va “rattoppato” in solitudine ma esiste un accompagnamento educativo che affianca la fragilità delle persone coinvolte nell’allontanamento, una presenza educativa che funge da risorsa d’appoggio e strumento di rielaborazione. Rileggere la propria storia significa trovare uno spazio mentale nel quale risignificare il proprio vissuto e rivedere le tappe di un cammino familiare individuando responsabilità e scelte.

I bambini, in questo percorso, hanno bisogno di stabilire un nuovo equilibrio in quanto sono molteplici le novità che connotano il loro inserimento in una struttura comunitaria: la necessaria familiarità che va ricercata nei confronti di un nuovo territorio di appartenenza, le relazioni amicali con altri bambini, la condivisone di spazi comuni all’interno della comunità, la nostalgia per ciò che si è lasciato fuori dalla porta della struttura. Nel tempo di permanenza è poi necessario ristabilire contatti con persone significative appartenenti alla propria famiglia o alla propria cerchia di amicizie.

Grande rilievo occupa la questione del rapporto con il padre. Il genitore maltrattante infatti ha egli stesso bisogno di aiuto per uscire dal circolo di violenza in cui è inserito e questo aiuto è più che mai necessario al fine di ristabilire un rapporto significativo e amorevole con il proprio figlio. Il bambino ha bisogno di capire quanto accaduto e nello stesso tempo ha bisogno di poter sperimentare nuove modalità relazionali con l’adulto dal quale si è allontanato. Anche la mamma, da parte sua, potrà cercare di capire se sia possibile un riavvicinamento al compagno o una definitiva separazione. Stessa cosa per il marito che dovrà riguadagnarsi fiducia e stima.

foto-nuova-vitaA questo tipo di servizi protetti si accede attraverso il Servizio Sociale del proprio Comune di appartenenza e spesso l’entrata in comunità è legata anche all’emissione di un decreto da parte del Tribunale nel quale vengono stabiliti obiettivi e percorsi possibili per le parti coinvolte.

Ricominciare una nuova vita è possibile anche se la strada da percorrere è lunga e faticosa ma è importante mettere in campo le proprie risorse migliori per poter garantire ai propri figli un futuro sano. Le stesse risorse che forse sono state oscurate dalla paura, dalle umiliazioni subite e dalla violenza. Risorse che però esistono, nonostante tutto e che hanno bisogno di essere di nuovo accolte nella vita di una donna e di una mamma.

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Alessandra Banfi


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