Uno stipendio di 500,00 € per le mamme: la petizione

Apr 29, 16 Uno stipendio di 500,00 € per le mamme: la petizione

Fare la mamma è senza ombra di dubbio un vero e proprio lavoro, per di più a tempo pieno, che però, non è ad oggi, riconosciuto dallo Stato, ma forse lo sarà, grazie alla petizione che richiede uno stipendio di 500,00 € per le mamme

foto-mamma-bambiniL’associazione Evita Peron, di Varese, ha infatti lanciato una vera e propria petizione per richiedere uno stipendio di 500,00 € per le mamme, onde tutelare a livello sia economico, che previdenziale, tutte quelle donne che si dedicano ogni giorno, anima e corpo alla famiglia ed ai propri figli.
Un riconoscimento che andrebbe a ripagare tutti quegli sforzi che quotidianamente una mamma-casalinga compie per i suoi figli e la sua famiglia, e che, come sottolinea l’associazione varesina, ad oggi non sono né riconosciuti e né tanto meno ripagati in alcun modo!
La petizione dell’associazione varesina è stata lanciata online e richiede il versamento, da parte dello Stato, di almeno 500,00 € per tutte le mamme-casalinghe, che quotidianamente svolgono le proprie mansioni a casa, con l’aggiunta di almeno 300,00 €, per ogni figlio aggiuntivo: una cifra importante, che va a sottolineare le enormi responsabilità cui ogni mamma-casalinga va quotidianamente incontro, e che ad oggi, e che ad oggi non sono riconosciute a differenza, di tanti lavori che sno invece riconosciuti dallo Stato.
foto-associazione-evita-peronE’ chiaro infatti, che lo sviluppo emotivo e la crescita caratteriale di ogni bambino, richiede un lavoro difficilissimo ed un impegno non da poco, che però lo Stato, ancora oggi non riconosce, neanche sotto forma di mero riconoscimento economico.
Per contro invece, esiste il bonus bebè, che come tiene a precisare la Presidentessa dell’associazione, Antonella Bonomelli:
“Non è altro che una forma di carità non richiesta.” mentre invece tiene a sottolineare “Il lavoro delle mamme va riconosciuto in quanto tale, e non messo a tacere con un contentino di pochi euro una tantum!”.


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