Uomini in sala parto: no grazie

Ott 02, 12 Uomini in sala parto: no grazie

Michel Odent, teorico della nascita dolce, non ha mai avuto dubbi: partorire è una cosa da donne e gli uomini non dovrebbero proprio esserci (nemmeno infermieri o medici), perché la loro presenza aumenterebbe il rischio del cesareo.

Papà in sala parto quindi? No grazie, meglio in sala d’attesa. Anche se la tendenza porta il 60% dei futuri padri a “tenere la mano” della propria compagna durante il travaglio (fonte Istat), alcuni dati fanno molto riflettere e, sotto un certo aspetto, danno ragione al sopra citato chirurgo francese.

Nelle regioni italiane in cui si registra la maggiore presenza di mariti accanto alle mogli partorienti, infatti, si verifica anche il più alto numero di fallimenti coniugali; nel Nord Ovest 8 maschi su 10 assistono e si separa una coppia su 2,5, al Centro i padri presenti sono il 63% ed il rapporto di coppie che scoppiano è 1 a 4,5. Nelle Isole Maggiori, solo la metà dei compagni è presente e qui la media scende a 1 su 7; infine, al Sud l’uomo entra meno in sala parto (solo 30 su 100) e le statistiche dicono che le rotture diventano appena 1 su 8.

Solo numeri e grafici? Coincidenze? Può darsi. Però è consigliabile non prendere sotto gamba la fotografia del nostro Paese.

Foto sala parto filmSembra plausibile l’idea che i papà portino con sé un bagaglio di ansie e preoccupazioni tale da compromettere un sereno svolgimento del travaglio, nonché la parziale capacità di reggere un evento tanto forte – nonostante siano in buona fede convinti del contrario.

Ma esiste un modo per capire se il futuro padre è all’altezza di una simile prova?

Secondo gli esperti della Casa di Cura Villa Pia di Roma sì: hanno messo a punto un test psico-comportamentale per “saggiare il polso” maschile, attraverso una serie di domande; se si raggiunge un punteggio maggiore o uguale a 10, l’uomo potrà essere presente. Non appare un metodo infallibile, ad ogni modo, ma può rappresentare un punto di partenza.

Foto uomini sala parto manoIl Professor Riccardo Ingallina, Responsabile della U.O. di Ostetricia e Ginecologia della stessa struttura ospedaliera capitolina, ha provato a fare di più proponendo un decalogo per gli uomini, cui bisogna adeguarsi nelle ore che interessano travaglio e parto.

Ecco quello che il maschio deve fare:

  1. Aiutare la partoriente a seguire le indicazioni del personale di assistenza;
  2. Quando sono presenti le doglie, deve simulare con essa la respirazione imparata al corso pre-parto;
  3. Accarezzarle la fronte e idratarle le labbra;
  4. Sorvegliare la flebo ed il monitoraggio CTG (cardiotocografico fetale) insieme all’ostetrica;
  5. Allontanarsi prontamente se viene invitato a farlo, riavvicinandosi solo se e quando ammesso;

Non deve invece:

  1. Fare troppe ed inopportune domande alla partoriente ed al personale di assistenza;
  2. Trasmettere ansia contagiosa;
  3. Spostarsi continuamente dal posto assegnatogli;Foto uomini sala parto bambino
  4. Deconcentrarsi dal compito di occuparsi solo ed unicamente con tanto affetto della compagna;
  5. Abbandonare la neomamma dopo aver visto il/la neonato/a come se il suo compito fosse finito lì.

Prendete appunti: potrebbero servire a qualche volenteroso, ancorché impreparato, futuro papà.

Di Emanuele Saccardo


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