Vuole adottare un cane, le dicono di no perché è disabile

Apr 16, 15 Vuole adottare un cane, le dicono di no perché è disabile

Andrada è una ragazza disabile affetta da una grave disabilità intellettiva di Bologna, che aveva espresso alla sua famiglia il desiderio di avere un cane; così sono partite le ricerche per un fedele amico a quattro zampe in rete, rispondendo a più annunci su internet di utenti, che però alla scoperta della situazione della futura padrona, hanno fatto tutti un passo indietro!
La ricerca di un amico a quattro zampe, come riportata dall’agenzia “Redattore Sociale” non si è per nulla rivelata facile, per “colpa” della disabilità della ragazza; una storia ed una ricerca che si è trasformata in quella che Luca Torello, papà di Andrada, ha definito:
“un esempio dell’ignoranza e del pregiudizio che tuttora le persone con disabilità e le loro famiglie si trovano a subire”.
foto-bimba-disabile-caneLe ricerche del cagnolino hanno visto infatti un privato ed un volontario di un’associazione, rifiutarsi di far adottare il cane alla ragazza, proprio perché disabile. Ma ecco quanto ha spiegato il padre di Andrada:
La ragazza ha una disabilità di tipo grave, al 100%, dovuta a encefalopatia cronica infantile dalla nascita” quindi ha chiarito “in sostanza un ritardo mentale che comunque non le impedisce di essere quasi autosufficiente e di esprimersi verbalmente o a gesti”.
In entrambi i casi infatti, dopo aver compilato un “questionario di pre-affido”, alla notizia che Andrada è disabile, il cagnolino è stato negato alla famiglia di Andrada, proprio per la condizione della ragazza e nel secondo caso, dell’associazione, è stato detto alla famiglia, che avevano difficoltà a mandare di specifico, per fare un colloquio a causa della disabilità di Andrada.
Il padre, Luca Torello ha dunque spiegato al volontario, che chiunque poteva andare a casa e rivolgersi ad Andrada, come a una qualsiasi persona normale, ma nessuno si è più presentato, come racconta l’uomo:
“Il giorno seguente ci risponde che secondo lui il cane non era adatto ad Andrada perché vivace, impegnativo e che l’arrivo di Russelfoto-mano-caneil cane “sarebbe un ulteriore impegno in quanto il cane necessita dedizione ed educazione, quindi maggiore lavoro per noi”.
Inutili le spiegazioni del padre di Andrada, che ha precisato al volontario che la pet-therapy è appositamente consigliata per le persone con disabilità; ma alla fine per fortuna, Andrada ha avuto il suo amico a quattro zampe, grazie a un canile della zona, come continua il padre:
“In meno di un’ora ci siamo portati a casa, in affido temporaneo, un bellissimo cucciolo uguale a Russel” ed ha sottolineato “insieme allo sconcerto degli operatori e volontari del canile quando gli abbiamo raccontato ciò che ci era successo”.


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